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IN MOSTRA/ "Di Fango e d'Oro": dalle baraccopoli all'alta finanza, andata e ritorno

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Si terrà lunedì 8 marzo nei locali della General Electric Capital Solutions a Sesto San Giovanni una inaugurazione particolare. Non di un nuovo salone imprenditoriale, né di un nuovo prodotto, ma di una mostra fotografica. Le immagini sono centrate su alcuni volti: il volto di Suguna, piccola zingara di Madras; il volto di Alda, ragazzina gioiosa con il vestito della prima comunione in una periferia malfamata di Napoli; il volto generoso di Señora Palmira, madre di famiglia peruviana; o ancora, il volto di David Krakauer, noto clarinettista newyorkese.


Testimoniano, ciascuno a suo modo, lo spirito che anima l’associazione Punto Cuore da vent’anni. Uno spirito di povertà, d’immedesimazione con i più abbandonati, uno spirito di semplicità e di disponibilità, in breve: uno spirito di gratuità. Nata in Francia nel gennaio 1990, l’Associazione ha fondato in vent’anni di esistenza una quarantina di case situate in luoghi di grande miseria materiale o morale.


Più di 1200 giovani vi sono passati, per vivere un anno al servizio dei più disagiati. In piccole comunità di quattro o cinque persone, cercano di dare ai bambini e alle loro famiglie un sostegno spirituale, affettivo e psicologico, che si traduce in gesti di semplice umanità. Gesti che possono passare dal giocare con i piccoli al perdere del tempo con una madre stanca che ha bisogno di parlare, o accompagnare al Comune una famiglia in cui nessuno sa leggere, assisterla in alcuni servizi sociali… tanti segni che parlano dell’unica ricchezza insostituibile: l’amicizia.

 

Quest’anno di volontariato si trasforma per tanti giovani in una vera e propria scuola di vita, dove, al contatto con i più poveri, s’impara ciò che la scuola o l’università, preoccupate solo di formare la teste, fanno fatica a donare ai giovani: la saggezza nei rapporti umani, la fiducia nella vita, l’amore per la realtà, anche la più banale, vale a dire la scienza del cuore. E’ questa esperienza ad aver dato alla mostra il suo titolo “Di Fango e d’Oro”.


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