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GOOGLE/ La sfida di coniugare libertà e responsabilità: così anche il Web può costruire il bene comune

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Per evitare di pensare a quelle conseguenze, gli “spazi” della rete (Youtube, Blogger, Facebook, ecc.) vengono spesso descritti con termini che ricordano quelli usati una volta per lo spazio newtoniano: sarebbero delle “scatole vuote” che possono essere riempite con ogni tipo di contenuto.

 

Ciò che vi si mette dipenderebbe interamente dalla buona o cattiva volontà di chi lo fa. Ma la scatola sarebbe neutrale, non responsabile di ciò che contiene. Si teorizza che debba essere così, proprio per salvaguardare la libertà di cui sopra.

 

Aggiungi poi l’anonimato dell’utente, e non rimane più nessuno che può essere tenuto responsabile di un gesto. Il che equivale a dire che si può essere liberi senza essere anche responsabili. Questa non è neutralità - questa è una potenza sbalorditiva, che mette in scacco i fondamenti stessi del diritto (il “territorio” è tutto il mondo; azioni vengono compiuti che non sono imputabili a nessuno…).

 

Ne L’impegno del cristiano nel mondo, von Balthasar sviluppa sinteticamente alcuni temi che ci possono aiutare a comprendere questo intreccio di libertà e potere. Rimando al testo per un approfondimento; qui vorrei citare una frase soltanto. “Dal cristianesimo si è sprigionata la luce dell’amore sull’umanità intera e in questa luce risplende la dignità personale di ogni singolo uomo. Solo a partire da essa si possono formulare i diritti comuni…”

 

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