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IL CASO/ Perché la "scoperta" di Mattei avvenne solo dopo la sua tragica morte?

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Non sentirete mai parlare di come il comandante partigiano commissario dell'Agip, per scioglierla, riuscì a far diventare l'Italia, attraverso la stessa Agip fino alla fondazione dell'Eni nel 1953, uno dei Paesi che riuscì quasi a sconvolgere il mercato mondiale del petrolio e ad assicurare una provvista energetica necessaria allo sviluppo produttivo italiano. In realtà William R. Stott aveva inquadrato benissimo il personaggio.

 

Mattei non era solo un eccezionale imprenditore, ma anche un attento osservatore politico, non provinciale, che rivendicava uno spazio economico per l'Italia nel mondo. Mattei era tendenzialmente un nazionalista con grandi venature populiste, termine quest'ultimo che sembrava e sembra un disvalore nell'elaborata “galassia delle ideologie” italiana, ma che ad esempio negli Stati Uniti ha prodotto una delle culture politiche più avanzate.

 

Fu nazionalista e populista innanzitutto per formazione familiare: il padre carabiniere (aveva arrestato il famoso brigante Musolino), le letture imposte dalla nonna Ester, il clima della provincia italiana della sua prima giovinezza, dell'”Italietta” di quei primi decenni del XX secolo. Giorgio Ruffolo, uno dei più stretti collaboratori di Mattei all'Eni dirà: «Quel suo nazionalismo era fatto in casa, era di origine familiare».

 

Ma in quel nazionalismo populistico di carattere familiare, c'erano i segni di una volontà di riscatto, di un grande realismo e di un grande coraggio. Così Mattei scelse la Resistenza tra le file dei partigiani democratici cristiani, così Mattei guardò all'Italia del Dopoguerra con grande realismo e grande coraggio. Non aveva a disposizione molto Mattei. L'Agip, fondata nel 1926 per volontà di due ministri fascisti, era una sorta di carrozzone o cimitero degli elefanti.

 

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COMMENTI
09/03/2010 - Esisteva invidia e voglia di soppiantarlo! (Silvano Rucci)

Enrico Mattei non ha accumulato capitali per la sua famiglia oppure per il suo partito oppure per i suoi amici! Era nato povero e povero era quando è stato ucciso! Per dare una pensione a sua moglie si è dovuto fare l’impossibile! Questo fatto la dice lunga sul suo essere uomo sensibilissimo ai bisogni degli altri, sacrificando ogni slancio egoistico! L’appellativo di “corruttore-incorruttibile” lui stesso lo giustificava quasi fosse una sfida a dimostrare quanto difficoltosa ed incompresa era la strada da percorrere nel raggiungere quegli obiettivi relativi allo sviluppo energetico italiano, pur a tutti evidenti e sicuramente estremamente positivi negli anni della ricostruzione post bellica! Il poco tempo trascorso dalla sua scomparsa ha già cancellato la sua figura, come se l’insuccesso finale debba essere interpretato come una sua colpa! Invece Enrico Mattei era coinvolgente e determinato nel perseguire risultati altruistici, il bene comune, la liberazione atavica dalla miseria nazionale! Questo palese successo raggiunto da un personaggio semplicissimo ed indifeso suscitava invidia, spirito di emulazione ma anche voglia di soppiantarlo! E così è stato!