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PAPA/ Dietro gli attacchi, il relativismo delle "anime morte"

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Benedetto XVI (Imagoeconomica)  Benedetto XVI (Imagoeconomica)

Non si distingue volutamente fra certezza che nasce dall’esperienza e che non ha paura dell’altro e certezza ideologica che teme l’altro e la sua novità. Il suggerimento implicito è quello di restare “sulla soglia” criticamente, “da adulti”, senza giudicare e senza scegliere. Charles Taylor ha bene individuato questa tendenza in L’età secolare, come tratto fondamentale del secolarismo contemporaneo. Ma è possibile non scegliere? No, non si può restare sulla soglia, senza impegnarsi con alcuna ipotesi di vita. In primo luogo non si può educare senza comunicare certezze sperimentate. Ed educare bisogna. Anche chi dubita, infatti, comunica la certezza in nome di cui dubita.

 

In secondo luogo non scegliere significa comunque scegliere. La razionalità dell’uomo come egli stesso, infatti, è sempre in situazione, prende sempre partito, perché strutturalmente dipende. Si tratta di quel peso (pondus) dell’amore di cui parla Agostino e che non si può mai disattivare. Perciò non scegliere significa, pur sempre, scegliere per le mode culturali diffuse nella società e propagandate dai mass-media e dal potere dominante in un determinato momento storico. Oggi, di fatto, significa acconsentire al nichilismo. Come osserva acutamente Agostino nelle Confessioni, “il fasto della vanità, i piaceri della sensualità, il veleno della curiosità sono i sentimenti dell’anima morta. L’anima non muore perdendo ogni sentimento; muore allontanandosi dalla fonte della vita (Cf. Ger 2,13). Il secolo passando la raccoglie, e (l’anima) si uniforma ad esso”.

 

 



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