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PAPA/ Dietro gli attacchi, il relativismo delle "anime morte"

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Benedetto XVI (Imagoeconomica)  Benedetto XVI (Imagoeconomica)

 

Perché si attacca la Chiesa prendendo spunto dalle accuse riguardanti i casi di pedofilia? Non solo, giustamente, per le violenze e le incoerenze morali dei suoi uomini che devono essere denunciate e che sono anche il segno di una più generale rilassatezza dei costumi. Queste, però, per quanto gravi e in questo caso gravissime, non costituiscono un’obiezione radicale alla natura stessa della Chiesa e alla sua funzione storica. Che cosa c’è di più in questi ripetuti attacchi?

 

In un momento storico in cui si assiste ad una forte domanda di educazione e la Chiesa con la sua secolare tradizione continuamente rinnovata sembrerebbe a molti un’agenzia particolarmente abilitata tale scopo, si vuole implicitamente suggerire che, se la domanda di senso o domanda religiosa è pienamente giustificata, il giudizio, l’opzione, la certezza in materia religiosa non lo sono. La certezza produrrebbe inevitabilmente violenza. La violenza del fondamentalismo islamico a partire dalle “due torri”, la storia dell’intolleranza cristiana e -  nonostante la differenza di ambiti - anche i fatti più recenti riguardanti la pedofilia ne sarebbero la conferma storica. Una volta che si è entrati nel “gruppo”, si è presi dalla sua logica autodifensiva. Della Chiesa non ci si può fidare, come a rigore non ci si potrebbe fidare di nulla al di fuori della propria ragione individuale.

 

Clicca >> qui sotto per continuare l’articolo di Angelo Campodonico sugli attacchi al Papa

  

 



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