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RICORDO/ Alda Merini, perché Dio ama più di noi?

Pubblicazione:martedì 13 aprile 2010

milano_naviglioR375.jpg (Foto)

 

È passata qualche settimana da quel “ventuno a primavera” come Alda Merini nominava il giorno della sua nascita, ma il tempo pasquale mi sembra molto propizio per un ricordo della poetessa.

 

Ho avuto la fortuna di conoscerla personalmente, quando ormai quasi quattro anni fa, la invitammo mio fratello gemello, don Massimo, ed io alla festa del nostro sessantesimo compleanno. Un gruppo di giovani universitari aveva cantato magistralmente alcuni spirituals della tradizione americana, un amico attore recitato una tra le memorabili pagine dei Promessi Sposi, lei aveva ascoltato con pazienza; non sembrava annoiata di dover ascoltare senza poter uscire per fumare la necessaria sigaretta. Poi toccò a lei, salì sul palco con aria compiaciuta. La prima battuta fu per noi due: non le piacevano i gemelli perché ne aveva vicini di casa particolarmente poco cortesi, poi a don Massimo non fece mancare uno sfottò sulla fortuna dei preti che, non avendo famiglia, evitano i relativi dispiaceri. Dopo una divertente e svagata divagazione sui giovani poeti e sui vecchi, recitò una delle sue composizioni più belle, la sua vita come l’ha descritta: La Terra Santa.

 

Ho tra le mani la plaquette, allora fresca di stampa - per le edizioni Pulcinoelefante -, che mi lasciò congedandosi. Raccoglie una piccola tarsia di Michele Sangineto e una poesia per Adriano Porazzi: Alda Merini scriveva e pubblicava così, seguendo quella continua simbiosi tra il linguaggio della vita e quello della poesia. Difficile immaginarla, soprattutto nell’età matura, chiusa a pensare prima di scrivere; dettava, invece, negli ultimi anni, testi anche al telefono o li scriveva sul pezzo di carta che le capitava tra mano seduta all’osteria davanti al Naviglio.

 

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COMMENTI
14/04/2010 - Alda Merini (pietro viscardi)

Ringrazio anticipatamente per avere la possibilità di unire a questo bellissimo articolo un mio commento. Io, purtroppo, Alda Merini non l'ho incontrata personalmente eppure non posso dire di non averla conosciuta. Osservando alla televisione il suo funerale mi ha colpito che una donna, relegata in una "tana" presso i navigli di Milano, ricevesse tali esequie. Mi ha incuriosito e, attraverso le sue poesie, sono andato a conoscerla. Ebbene, le sue poesie parlano di una vita che ha sfiorato, per quanto è concesso all'uomo e al poeta di conoscere l'anima delle cose. E arrivare all'anima non è facile: "l'anima è come un feto che sta nel vostro grembo e non riesce a giungere al nono mese nè riesce a risalire le correnti del grande dolore." Le Poesie Religiose contenute ne "Il carnevale della croce" (da cui ho tratto la citazione) sono espressione di un anima che desidera vedere la luce. Tra le più belle raccolte: "Magnificat. Un incontro con Maria" o "Cantico dei Vangeli", di quest'ultima "Maria Maddalena". La poesia dedicata all'adultera è un impasto magistrale e incensurato di umano e divino. "Il loro modo di baciare il mio corpo era un modo come un altro per non parlare, ma tu, Gesù, mi hai parlato, e non hai visto soltanto le mie labbra, ed è strano che il mio labbro che non ha baciato nessuno profumava di fiori. Come mi hai amato, Signore, come mi hai posseduta con la parola." Alcuni poeti sono compagni di viaggio.

 
13/04/2010 - E' vero, Lui ama di +. (claudia mazzola)

Ieri sera, così, un mio caro amico mi ha augurato il centuplo quaggiù e la vita eterna, a me? Si proprio a me!

 
13/04/2010 - Alda Merini (laura cioni)

Bellissimo.