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IDEE/ Jean-Paul Sartre, anche il "pontefice" ateo del ’68 ci aiuta a capire chi siamo

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Jean-Paul Sartre  Jean-Paul Sartre

Delle relazioni intersoggettive, a partire dall’analisi dello sguardo sino ai modi con cui si tenta di dominare l’altro, Sartre offre un quadro minuzioso e variegato, più attento alla patologia delle relazioni interpersonali che non alla loro fisiologia, in cui, proprio per questo, l’amore è sempre interpretato solo come tentativo, ricorrente e mai riuscito, di possedere l’altro. Occorrerà attendere Lévinas e Ricoeur per avere un quadro più equilibrato e completo della ricchezza e positività delle relazioni umane, pur senza dimenticare la loro strutturale fragilità e i rischi cui sempre sono esposte.

 

Meno convincenti appaiono i tentativi di rivitalizzare il marxismo, coniugandolo con l’esistenzialismo, in modo che quello garantisca a questo maggiore concretezza, ricevendone in cambio una rigorosa fondazione del proprio umanesimo. Più interessanti sono, invece, le riflessioni sulla dialettica che pervade i gruppi sociali, allorché fasi di calda tensione unitiva, mirante alla comune liberazione, si alternano a momenti di fredda stabilizzazione istituzionale, in cui si riproducono nuove forme di reificazione e sfruttamento.

 

Le sue pagine migliori sono ancora quelle che difendono la libertà e la concretezza della situazione umana e sottolineano l’insopprimibile aspirazione all’infinito, anche se questa vien poi definita una “passione inutile”: possono aiutare il confronto con il ricorrente naturalismo scientista, allorché pretende di ridurre l’uomo ai suoi condizionamenti fisici e neurologici, o con un persistente dualismo, che confina la peculiarità della persona in una spiritualità rarefatta, indebitamente aliena dalla corporeità.

 

 



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COMMENTI
16/04/2010 - ritratto della Vergine (Antonio Servadio)

davvero molto bello il "Ritratto della Vergine" scritto da Sartre, in "Bariona, ou le Fils du Tonnerre" (Gallimard, Paris 1970)