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CINA/ La falsa "riabilitazione" di Hu Yaobang nasconde la vera politica di Pechino

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Con una cerimonia nella Grande sala del popolo, il Partito lo ricordò per la sua opera di riabilitazione di membri condannati durante la Rivoluzione culturale, ma mantenne il silenzio sui motivi del suo ritiro. Molti speravano che quello rappresentasse il primo passo di una riabilitazione completa del suo pensiero, a cui sarebbe seguita anche una riabilitazione del movimento di Tiananmen. Il 14 aprile di quest’anno, il premier Wen Jiabao ha elogiato Hu Yaobang sul Quotidiano del Popolo ma non si è tenuta nessuna cerimonia pubblica per ricordare l’anniversario della sua morte.

 

Nonostante i media siano rimasti in silenzio e la maggior parte dei giovani non sappia chi egli sia, alcuni siti web lo hanno ricordato come un politico riformatore, il cui insegnamento è utile alla Cina di oggi. Su www.lifeall.com diversi messaggi affermano che «molti cinesi sentono la tua mancanza ancora oggi»; altri dicono che a loro «manca il tuo affronto diretto di casi in cui rimettere in luce la verità; il tuo pragmatico stile democratico». L’iniziativa del Premier Wen Jiabao potrebbe essere interpretata come una delle tante operazioni d’immagine in cui la Cina è specializzata e che vengono immediatamente riprese dai nostri media come conferma del “progresso” della Cina. Infatti, nonostante le numerose dichiarazioni, in tutti questi anni, non si sono verificate riforme nè miglioramenti nella situazione dei diritti umani.


Lo scorso dicembre all’Assemblea nazionale del popolo non si è parlato di riforme politiche, mentre cresce il malcontento nella società a causa di ingiustizie, abusi e corruzione. Sono ancora aperti i più di mille laogai, i campi di lavoro forzato, continuano gli arresti, le migliaia di pene capitali annue, il traffico degli organi dei condannati a morte, la persecuzione di cristiani e di tutte le religioni, le sterilizzazioni e gli aborti forzati. Nonostante ciò, le autorità politiche ed economiche nazionali ed internazionali occidentali continuano imperterrite a collaborare con Pechino. I mass media presentano l’immagine di una Cina in crescita economica e con un promettente progresso sociale. Ma sia le une che gli altri alimentano il consenso e l’ammirazione per un paese dove una dittatura commette crimini e sfrutta il popolo a vantaggio di una nomenklatura di partito.

 

 



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