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CINA/ La falsa "riabilitazione" di Hu Yaobang nasconde la vera politica di Pechino

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Hu Yaobang coprì la carica di segretario del Partito comunista cinese dal 1981 al 1987. Fu un veterano della Lunga marcia e amico di Deng Xiaoping. Come lui, durante la Rivoluzione culturale venne accusato due volte di essere “nemico del popolo” e, successivamente, fu “perdonato”. Come segretario del Partito, Hu riabilitò molte delle vittime della Rivoluzione culturale, fra le quali l'ex presidente della Repubblica popolare cinese, Liu Shaoqi. Inoltre, tentò di attuare l'autonomia del Tibet, ritirando alcuni quadri comunisti cinesi dal “tetto del mondo”.

 

Le speranze da lui suscitate portarono, nel 1986, molti giovani studenti a promuovere manifestazioni e richieste di maggior democrazia. A causa di ciò, nel 1987, il presidente Den Xiaoping lo costrinse a rinunciare alla sua carica, accusandolo di avere compiuto «errori e inesattezze varie». Venne sostituito da Zhao Ziyang, anche lui riformista, che fu l’unico, tra le alte sfere del Partito, ad opporsi alla repressione degli studenti. Ciò gli costò la carica di Premier ed il regime lo confinò agli arresti domiciliari fino alla sua morte, avvenuta all'età di 85 anni nel 2005.


La Cina di oggi deve molto a Hu Yaobang: è lui ad aver portato la Cina dall’ideologia maoista alle riforme economiche. Nel 1989, le richieste di riforme politiche generarono molte speranze e manifestazioni. Hu morì il 15 aprile 1989 ed i suoi funerali furono l’occasione di nuove manifestazioni studentesche sfociate poi nelle grandi dimostrazioni di piazza Tiananmen, conclusesi con il massacro del 4 giugno di oltre mille studenti. Nel 2005 Hu Jintao sembrava volerlo riabilitare.


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