Cultura
sabato 24 aprile 2010
Il 24 aprile è il giorno della Memoria del genocidio armeno. Nel lontano 1915, in quella data ebbe inizio lo sterminio degli armeni operato dei Turchi. All’improvviso intellettuali, banchieri, grandi artisti, preti furono prelevati di notte dalle loro case e deportati, infine massacrati. Si partì da Costantinopoli e poi dalle altre zone dove risiedevano gli armeni: confisca dei beni, deportazione e morte. Oltre 1.500.000 furono le vittime. Un film dal titolo Ararat rievoca quella triste pagina di storia. In ogni città paese o villaggio gli armeni celebrano il giorno della Memoria con una Messa; a Milano, il 24 aprile ci si ritrova in piazza San Ambrogio presso il monumento degli armeni e si canta l’inno nazionale, che è il Padre Nostro. Essere armeno ed essere cristiano è la stessa cosa.
La storiella per cui il genocidio degli armeni non sarebbe mai avvenuto è risibile. La Turchia ha sempre sostenuto la tesi della montatura: le prove sarebbero state costruite nell’intento di delegittimare la sovranità nazionale turca e il suo ruolo politico nell’area mediorientale. Lo spauracchio del genocidio armeno verrebbe agitato per screditare i turchi rispetto ad altre etnie (curde, arabe, armene…) o per impedire l’entrata della Turchia, paese a vocazione musulmana, nell’Unione europea. La realtà invece è che volumi di documenti giacciono negli archivi dei vari ministeri degli Esteri dei paesi coinvolti nella questione armena, come Stati Uniti, Germania, Francia, Inghilterra, Italia; sono documenti che non lasciano dubbi sulla volontà di eliminare l‘intero popolo armeno. Abbiamo il pastore tedesco Johannes Lepsius, testimone dei massacri, la testimonianza di Heinrich Vierbucher, interprete del generale Liman von Sanders ; Armin Wegner, ufficiale che riuscì a scattare una serie di fotografie agghiaccianti che fanno parte oggi di una mostra itinerante in Italia. I turchi dicono che si tratta di documenti manipolati ma non spiegano come mai nell’attuale Anatolia dell’est, l’Armenia storica in cui gli armeni hanno abitato per tremila anni abitarono, non c’è più un armeno.
Mentre il genocidio armeno fu consumato durante la Grande Guerra, la questione armena la si deve far risalire ai primi dell’Ottocento, quando ogni popolo ebbe motivo di aspirare ad una propria nazione. Già la Grecia nel 1821 si era staccata dall’Impero ottomano e altri “pezzi” si apprestavano a staccarsi. Gli armeni chiedevano riforme, senza subire vessazioni. In realtà, in quanto cristiani erano classificati come sudditi di seconda categoria.
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grazie Pippo per averci ricordato una tragedia di cui troppo spesso ci dimentichiamo.
Conosco, sia pure non così dettagliata, questa tragica storia, ma non certo perché l'ho letta su qualche organo di stampa (o TV) del "regime antifascista" nel quale vivo da 60 anni. Questo argomento, così come tanti altri, che in questi ultimi anni vengono timidamente alla luce, è trattato solo nel SAMIZDAT, in una stampa pressoché clandestina. Chi e quando avrà il coraggio (???) di diffonderla a livello popolare, come merita? Grazie a Pippo Emmolo di averlo fatto, almeno su un quotidiano del Samizadat. Carlo Valli
L'europa dei soldi sta valutando se annettere la turchia all'unione europea. Mi auguro che ciò non avvenga; dopo la vergogna, per aver escluso i principi cristiani dalla costituzione europea, la vergogna della possiblità di annettere uno stato che ha operato un genocidio. Veramente stomachevole, ancor di più per il fatto che anche oggi la turchia rinnega di aver operato uno sterminio di massa. Peggio che se la Germania avesse negato lo sterminio degli ebrei. E noi stiamo a pensare se è opportuno far entrare in Europa uno stato così?
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