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DIBATTITO/ Quando Amendola convinse De Gasperi a “sdoganare” il 25 aprile targato Pci

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Rispetto al mito palingenetico elaborato dalle sinistre il significato che la Dc attribuiva alla resistenza era, pertanto, ben diverso. In questa declinazione, infatti, la resistenza era legata a filo doppio all’idea di “civiltà cattolica” e di “nazione cattolica” e assumeva un significato di libertà contro ogni forma di totalitarismo perché vista in una chiave di “pacificazione nazionale”. La resistenza per i cattolici fu essenzialmente una lotta ingaggiata dallo «spirito di libertà» contro «la tirannide», disse De Gasperi nel 1951.


Alcune citazioni, tratte da un saggio di Roberto Chiarini sulla memoria del 25 aprile, sono doverose. La resistenza, secondo Paolo Emilio Taviani, fu la «ribellione dell’oppresso contro l’oppressore» e rappresentò - secondo un articolo apparso, nel 1955, su Civitas, il periodico della Dc - una «rivolta morale» dettata «dall’amore verso la propria terra». In un’omelia nel decennale del 25 aprile, l’arcivescovo di Milano, Giambattista Montini, sostenne che la resistenza fu anche il lievito di alcune idee «religiose», principalmente «l’idea di libertà».


La libertà di Cristo che animò i cattolici della Dc clandestina che parteciparono alla lotta di liberazione. In definitiva, la resistenza fu soprattutto una “resistenza subita” e imposta da altri. «La guerra civile che insanguinò l’Italia - si poteva leggere in uno scritto del 1955 - ed intorbidò le coscienze di tanti italiani noi non la volemmo. Ci fu imposta dal tortuoso disegno tedesco e dal servilismo delle riesumate larve fasciste: noi la subimmo».

 

Oggi la discussione sulla resistenza appare scarsa e non sembra più incidere, come un tempo, sul discorso pubblico nazionale, se non attraverso notizie di second’ordine, quasi tragicomiche, come quelle sui “partigiani junior” dell’Anpi e sulla diatriba musical-politica sulla Canzone del Piave o Bella ciao. Certamente questa situazione di stallo rappresenta un segno tangibile di una ritualità stanca e accucciata su stessa. Ma non solo. Probabilmente è anche la spia del venir meno di una risorsa simbolica per la sinistra che, da sempre, ne ha fatto una bandiera identitaria del proprio patrimonio culturale.
 



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COMMENTI
26/04/2010 - Partigiani junior? (Giovanni Romano)

Io non sottovaluterei tanto disinvoltamente questo fenomeno.