BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DIBATTITO/ Quando Amendola convinse De Gasperi a “sdoganare” il 25 aprile targato Pci

Pubblicazione:

resistenzaR375_27ago.jpg

A leggere le ultime cronache, scarse per la verità, che hanno accompagnato i giorni precedenti ai festeggiamenti del 25 aprile balzano agli occhi almeno due notizie decisamente di basso profilo. Da un lato, la diatriba trevigiana, sinfonico-simbolica, sui canti del 25 aprile, dall’altro lato, la crescita impetuosa degli iscritti all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, secondo Repubblica un «boom mai visto», dovuto «alla carica dei partigiani junior», ovvero i giovani e giovanissimi che hanno deciso di aderire all’Anpi. Tutto qui? Sì tutto qui. Le polemiche infuocate degli ultimi anni sembrano aver lasciato il passo a litigi futili o ad enfatizzazioni eccessive.


Eppure va sottolineato che il 25 aprile non è sempre stato vissuto allo stesso modo. Discussioni e lacerazioni, scatti euforici e ritirate improvvise sono sempre state all’ordine del giorno. All’indomani dell’istituzione della festa nazionale già si potevano rilevare i primi conflitti. Sebbene istituita nel 1946, infatti, fu solamente nel 1950 che, per la prima volta, le più alte cariche dello Stato, a partire dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, furono presenti alla celebrazioni.


E per tutti gli anni Cinquanta fu una celebrazione in tono minore. È solamente nel decennio successivo, a partire dai fatti del luglio ’60, dalle manifestazioni di Genova e dal governo Tambroni, che il paradigma antifascista e le celebrazioni del 25 aprile acquistano una centralità politico-culturale decisiva nel discorso pubblico nazionale. Centralità enfatizzata e, al tempo stesso, contesa come, ad esempio, nell’anniversario del trentennale della resistenza, nel 1975, quando ebbero inizio i cortei alternativi organizzati dall’ultrasinistra in nome di una “resistenza tradita”.


La stanca ritualità degli anni ’80, scandita dalle presenze ufficiali di ministri e forze dell’ordine, è stata poi superata, a partire dal 25 aprile del 1994, da una nuova fase delle celebrazioni segnate dal ritorno di fiamma di un nuovo antifascismo, dovuto alla presenza sulla scena politica di nuovi attori politici che, in qualche modo, si legavano più o meno direttamente al fascismo richiamandone alcuni caratteri politici e simbolici.

 

Leggi anche: 25 APRILE/ Il "revisionista" Napolitano manda in pensione Dossetti e la Resistenza a senso unico, di U. Finetti

 

Leggi anche: CINA/ La falsa "riabilitazione" di Hu Yaobang nasconde la vera politica di Pechino, di T. Brandi


PER CONTINUARE A LEGGERE L'ARTICOLO, CLICCA SUL SIMBOLO >> QUI SOTTO



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
26/04/2010 - Partigiani junior? (Giovanni Romano)

Io non sottovaluterei tanto disinvoltamente questo fenomeno.