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Cultura

FINANZA/ La crisi è colpa della Chiesa... L'ultima trovata degli economisti all'americana

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Troppo facile rispondere che le obbligazioni non sono un sacramento e che è un po’ troppo facile accusare gli altri, addirittura la Chiesa cattolica, di non fare ciò che noi stessi non facciamo per primi (vedi i dubbi su cosa insegnare). Ma soprattutto: Zingales dovrebbe spiegare come mai, se la Chiesa protestante è dotata di un sistema sanzionatorio migliore di quello della Chiesa cattolica, gli scandali finanziari peggiori sono esplosi nelle banche americane, notoriamente guidate da uomini di religione protestante, invece che nelle casse rurali italiane, di origine e prassi cattolica o nella spagnola Santander, la più cattolica delle grandi banche europee. Ciò che si vorrebbe, insomma, è che la Chiesa facesse il lavoro che il Financial Stability Board non è riuscito a fare a ben due anni dallo scoppio della crisi: individuare le regole che tutti gli attori della scena economica devono seguire per evitare che tali crack si ripetano in futuro. Una bella ammissione di impotenza degli organismi internazionali.


A sostegno della sua tesi Zingales cita, scandalizzato, il fatto che il Vescovo di Parma abbia invitato i fedeli a pregare per il cattolico Calisto Tanzi dopo il suo arresto. Quell’invito è un chiaro segnale che la Chiesa non pone paletti etici, visto che invita a pregare per un industriale inquisito di reati finanziari gravissimi e che, con i suoi comportamenti, ha contribuito a rovinare migliaia di risparmiatori italiani e stranieri. È davvero encomiabile la smania degli economisti di assegnare a ciascuno un compito preciso all’interno della grande macchina dell’economia planetaria bacchettando chi non lo svolge bene, come la Chiesa cattolica, che, se non pone paletti etici, inceppa il meccanismo del mercato il quale, se tutti facessero quello che gli è stato detto di fare, funzionerebbe benissimo.


Un’ultima notazione: Zingales dimentica che nei bracci della morte delle carceri americane ci sono preti, suore e a volte perfino vescovi che pregano per i condannati a morte, che non sono banali truffatori finanziari, ma assassini, stragisti, stupratori. Evidentemente le preghiere di questi religiosi abbassano il livello etico del mondo: se i religiosi lasciassero i rifiuti della società al loro boia senza nemmeno degnarsi di guardarli in faccia, per Zingales, evidentemente, darebbero esempio di altissima moralità.

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COMMENTI
27/04/2010 - Qualche riflessione. (Francesco Prati)

Premesso che non condivido alcune delle tesi del prof. Zingales, soprattutto nel parallelismo tra cultura cattolica e cultura protestante, ritengo che spesso ci si dimentichi di come nella storia, importanti innovazioni economiche siano state compiute da religiosi cattolici (penso soprattutto alla nascita dei "monti di pietà" diventati poi banche o alla nascita dei "bilanci a partita doppia", ma gli esempi non mancano...) Ancora una volta, però, trovo irrispettosi e privi di correttezza gli attacchi a chi si è distinto per i propri studi anche all'estero (come se uno si dovesse vergognare di essere un "economista all'americana" o facili ironie quali "colpa dell’aria rarefatta che si respira nella prestigiosa Università di Chicago") Per concludere, il citato "dilemma del prigioniero" apre le porte ai discorsi sul ruolo della "fiducia" nel mercato. Ruolo che è fondamentale in una società avanzata, e senza il quale nessun tipo di scambio commerciale potrebbe esistere. Il problema del professore tra l'insegnare "cosa si ritiene giusto" e "cose logiche" o semplicemente tecniche non lo trovo così banale. Personalmente preferirei un insegnate che mi dia tutti gli strumenti possibili, lasciando a me la decisione su cosa sia etico e cosa no, piuttosto che un'accurata censura sul sapere. Mi chiedo infatti se sia giusto, per esempio, che nel caso un docente non ritenga "etico" il prestito di denaro, i suoi studenti non sappiano calcolare i tassi d'interesse composti!