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POESIA/ Così María Zambrano ci insegna a leggere la "meraviglia del mondo"

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Ernesto Treccani (1920-2009), I musicanti  Ernesto Treccani (1920-2009), I musicanti

Leggere è diventare capaci di questo: arrivare a vivere la poesia non come un’idea o uno schema, ma come un fatto. Il lettore assiste a una rivelazione, a uno svelamento che l’aiuta a concepire la molteplicità inafferrabile, perpetuamente metamorfica della vita, perché – come ancora osserva María Zambrano – «non tutto quello che è successo e succede nella storia avrà le stesse ragioni, lo stesso tipo di ragione».


La ragione si allarga spalancandosi alla misericordia, che salva dalla tentazione diabolica dello scientismo, quale criterio unico di obiettività. La vera conoscenza, dice Marìa Zambrano, non è monologo ma dialogo: curiosità amorosa, che non domanda il “come” e neppure il “cosa” ma desidera il “chi”, che sa il nome proprio di ogni uomo, che non dice “Io” ma “Tu”.

 

Che si addentra in ogni oscurità e negatività fino all’intimo punto di luce che ogni voce, ogni esperienza nascondono. La parola dei poeti, passando attraverso il tempo per realizzarsi e giungere a noi, si è fatta davvero carico del peso della storia: ha preso su di sé le inquietudini, i tormenti e le speranze degli uomini; ne ha interrogato le passioni, denunciato i disastri. Ha procurato consolazione e indennizzato, a suo modo, ogni offesa, ogni sconfitta. La poesia si è dispiegata come frutto di un’attitudine continua alla meditazione e alla verifica, come scuola permanente di integrità. Della storia la poesia è – insieme – residuo e reliquia: promessa di una futura riuscita, umanamente, più completa.


La verità del poeta – l’unica di cui uno scrittore sia capace – riflette la schiettezza commossa di un’impressione ricevuta: sigillo o orma che la realtà e il tempo hanno lasciato nel suo cuore. Il poeta dice: non in termini generici e astratti, o passivi, ma restituendo la concretezza di una circostanza vissuta. Non è superficiale riproduzione, ma rappresentazione intensiva, che fa vedere quello che già c’è. Il mistero che abita la realtà.

 



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