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LETTURE/ Conrad, Goldoni e Gadda insegnano ai manager come trattare con gli uomini

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Ci sono romanzi e opere letterarie che non sono utili solo per una lettura ingenua, quella che noi tutti compiamo quando vogliamo sapere come un racconto va a finire, ma che offrono spunti di riflessione anche a chi gestisce aziende e si occupa di problemi connessi a una attività lavorativa complessa.


Tali sono, ad esempio, Tifone di Conrad, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Gadda e La locandiera di Goldoni. Nel primo romanzo il capitano Mac Whirr si trova ad affrontare con la sua nave una spaventosa tempesta tropicale.


Egli è un uomo medio, non dotato di particolare carisma, rispettato ma non amato dai suoi uomini per la sua natura prosaica e per il suo linguaggio laconico. Eppure riesce ad uscire da una situazione caratterizzata da complessità e incertezza proprio attraverso la qualità della sua personalità: si limita a mantenere la rotta. La sua stabilità ha la meglio sulla rivolta della natura scatenata e dà sicurezza all’equipaggio.


Nel romanzo di Gadda la convinzione del dottor Ingravallo è enunciata sin dalle prime pagine: Sosteneva, fra l’altro, che le inopinate catastrofi non sono mai la conseguenza o l’effetto che dir si voglia d’un unico motivo, d’una causa al singolare: ma sono come un vortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti. Diceva anche nodo o groviglio, o garbuglio, o gnommero, che alla romana vuol dire gomitolo.


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