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SINDONE/ Zaccone (Centro Internazionale Sindonologia): ecco la vera storia del Lenzuolo che percorse l'Europa

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Il periodo della Sindone a Lirey è accompagnato da una significativa presenza di testimonianze documentarie e iconografiche, che testimoniano l’interesse immediato suscitato dalla sua comparsa, pur tra le questioni e perplessità suscitate dall’insolito e particolare oggetto.

 

Ceduta dall’ultima discendente di Geoffroy ai Savoia nel 1453, la Sindone rimase di loro proprietà sino al 1983, quando fu destinata per testamento da Umberto II di Savoia alla Santa Sede. Nel 1506, anno in cui ne vennero approvati il culto pubblico e l’ufficio, la Sindone fu stabilmente riposta nella Sainte-Chapelle di Chambéry. Qui la notte del 4 dicembre 1532 scoppiò l’incendio dal quale il Lenzuolo fu salvato a fatica, ma non prima che si verificassero i danni ancor oggi ben visibili.

 

Tornata a Chambéry dopo il lungo peregrinare dovuto all’occupazione del Ducato sabaudo durante le guerre tra Francesco I e Carlo V in cui fu coinvolto il duca Carlo II di Savoia, nel 1578 la Sindone venne spostata a Torino. Fu Emanuele Filiberto, nella sua opera di riorganizzazione del Ducato, a trasferire il centro di comando dei suoi domini a Torino, e con questo anche la Sindone, considerata il “palladio” legittimante della casa e dello Stato.

 

Dopo varie collocazioni provvisorie, nel 1694 il Lenzuolo trovò la sistemazione definitiva nella Cappella del Guarini. Lì è stata, salvo alcuni periodi nei quali fu messa al sicuro da pericoli bellici, sino al 1993, quando, per permettere i restauri della Cappella, è stata trasferita nella teca dietro l’altar maggiore del Duomo. Di qui è stata asportata la notte dell’11 aprile 1997, a seguito dell’incendio che ha gravemente danneggiato la Cappella del Guarini, ed ha anche minacciato l’integrità del Lenzuolo, rimasto comunque fortunatamente indenne.

 

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COMMENTI
17/04/2010 - Astrofisica e storia della S. Sindone (Giovanni Imbalzano)

Dalle foto del seguente LINK osservare: Agac Alti Kilise (II-III sec.) chiesa vulcanica presso Edessa, dove si nascondevano i primi Cristiani, e forse anche la S. Sindone! http://users.iol.it/jmbalzan/sindon.htm e/o http://users.iol.it/jmbalzan/sindone.htm Dalle analisi del C14 ho dedotto un'inversione di date, per cui il lino della Sindone può essere germogliato verso l'anno 0 (il tempo della stella dei Magi) con un forte contenuto iniziale di C14. L'abbondanza può essere spiegata con la crescita del lino in zone montane (Armenia) in presenza di neutroni radianti (come da supernova) e/o ri-carbonizzazione. Comunque, l'inversione temporale di cui sopra NON comporta che la datazione al C14 sia SFAVOREVOLE all'autenticità della Sindone. Se volessimo rifiutare tutto ciò, allora dovremmo rigettare le stesse analisi del 1988, conservando intatte tutte la altre prove, sempre a favore all'autenticità. Sinteticamente, possiamo ritenere che la Sindone sia autentica: ci sono prove di sue COPIE DICHIARATE del SECOLO X-XI, calchi di monetine dimolto precedenti, l'uso propiziatorio della stessa Sindone ripetuto a Odessa e Bisanzio (il cui imperatore l'aveva trafugata); tutto ciò RETRODATA i risultati del C14 al tempo in cui questo isotopo si addensava in zone continentali particolari, dove si produceva lo stesso tipo di lino che compone la Sindone (Mesopotamia o Siria): l'unico INDIZIO di supernova che può avere prodotto tutto ciò risale all'anno 0..±50! Ed ora, NESSUNO TOCCHI LA SINDONE!