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DIBATTITO/ Ha ragione Darwin o la fede? La scienza non ha l’ultima parola...

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Ispirazione o dubbio metodico?  Ispirazione o dubbio metodico?

Il volume Gli errori di Darwin (Feltrinelli) scritto dagli scienziati cognitivi e filosofi Massimo Piattelli Palmarini e Jerry Fodor ha suscitato un ampio dibattito nel mondo anglosassone. Lo stesso sta accadendo in Italia in queste ultime settimane. Se dovunque i toni sono stati accesi, la discussione italiana intrecciata su quotidiani e riviste da studiosi e giornalisti sembra per buona parte uno specchio fedele di rocciose posizioni ideologiche diffuse e dell’incapacità di superarle (o dell’indisponibilità a farlo).

 

Alcuni attacchi frontali e alcune difese accorate hanno guadagnato segnalazioni in prima pagina, circostanza abbastanza inconsueta per un tema scientifico specialistico, come di fatto è quello trattato dai due autori. Certo, una ”critica” a Darwin può essere un elemento di polemica culturale e, quindi, di richiamo anche per i non addetti ai lavori. Ma probabilmente c’è di più.

 

Che cosa dicono, in estrema sintesi, Piattelli Palmarini e Fodor? Che la selezione naturale non è il meccanismo principale dell’evoluzione, ovvero che alla base della nascita e della modificazioni delle specie non c’è soltanto una trasmissione errata e casuale del patrimonio genetico dai genitori alla prole e il successivo processo di adattamento, cioè la sopravvivenza differenziale rispetto alle condizioni dell’ambiente propiziata dalle caratteristiche dei diversi individui di quella specie, sopravvivenza differenziale che si traduce in maggior possibilità di riproduzione. Sono all’opera, secondo i due autori, molteplici altri meccanismi, molto più complessi. E infatti quasi nessuno si è azzardato a spiegarli, o perché non ne ha gli strumenti o perché, è il caso degli esperti, non si ritiene né possibile farlo nel breve spazio di un articolo, né utile al lettore medio, che in quegli aspetti tecnici si perderebbe.

 

Se fosse la proposta di un mutamento all’interno di un altro paradigma scientifico, si può ipotizzare che non avrebbe attratto l’attenzione in questo modo. Ad esempio, le interpretazioni della meccanica quantistica riguardano uno snodo fondamentale del sapere circa la natura della realtà fisica su cui non c’è un accordo univoco, esistono tuttavia posizioni maggioritarie e posizioni minoritarie. Un tentativo di “sovvertire” i rapporti di forza con una rassegna aggiornata della letteratura esistente in fisica teorica e sperimentale (questo si fa in Gli errori di Darwin, e non è comunque poco) rischierebbe di trovare abbastanza tiepidi opinionisti, mass media e studiosi di altre discipline.

 

Clicca >> qui per continuare l’articolo su “Gli errori di Darwin” di Piattelli Palmarini e Fodor



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COMMENTI
13/05/2010 - Darwin e fede (Pierluigi Assogna)

Continuo ad essere convinto che abbiano ragione sia Darwin sia la fede. Tra 'altro è Dio che ha creato Darwin.