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DIBATTITO/ Piattelli-Palmarini: la teoria di Darwin? È morta e sepolta

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Perché tale teoria si dichiara obiettiva e meccanicistica (estensionale nella dizione filosofica), ma pretende di individuare quali tratti hanno valore adattativo e perché. Quali sono stati non solo selezionati, ma selezionati-per questo o quel vantaggio. Ma questa è un’operazione esplicativa di tipo intenzionale, che uno scienziato può fare, ma la natura no. La natura non ha una “mente” e può solo selezionare insieme, indissolubilmente, tratti che aumentano la fitness e tratti che li accompagnano senza aver alcun ruolo adattativo (gli spandrels famosi, i free-riders). Ogni spiegazione adattamentista sbatte il naso su questo problema per lei irresolubile e onnipresente. Questo è un difetto radicale.

 

Esistono dei dati scientifici nuovi che motivano la vostra presa di posizione?

 

Certo, molti processi di vincoli interni, di regolazioni interne multiple, di modularità genetica e di sviluppo, di trasferimento orizzontale di geni in passato e molti altri meccanismi, compresi fattori fisici, chimici, e di auto-organizzazione. Sono tutti processi che non hanno niente a che fare con la selezione naturale. Li riassumiamo nella prima parte del libro, con una aggiunta importante e molto recente per l’aggiornamento all’edizione italiana. Alcuni sono nuovi o nuovissimi (2008-2010), altri meno, ma non sono mai citati nella letteratura neo-darwinista classica (anche molto recente).

 

Per quale motivo la vostra tesi, che pure è neutrale rispetto alla diatriba tra creazionisti e evoluzionisti, ha suscitato tante polemiche?

 

No, non siamo neutrali. Critichiamo anche loro. Ma i creazionisti e quelli dell’intelligent design, non avendo letto il libro, sostengono che loro sono immuni dalle nostre critiche, il che è falso. Comunque usano l’argomento che perfino due atei dichiarati sono anti-darwiniani. Ovviamente i neodarwiniani hanno reagito molto duramente, vedendo attaccata la loro “bandiera”.

 

Come mai avete scelto di non trattare in modo specifico dell’emergere del linguaggio nella specie umana come elemento irriducibile alla pressione selettiva?

 

C’è solo una nota a piè di pagina. Come sa io ho trattato questo tema molte volte, ed è stata una delle motivazioni per scrivere questo libro, ma qui volevamo andare alla radice, non confutando in particolare questa o quella tesi adattazionista in scienze cognitive, linguistica, semantica e filosofia della mente. Inoltre, Jerry ed io abbiamo idee diverse sulla linguistica e non ci siamo addentrati in queste nostre differenze. Ambedue critichiamo le spiegazioni adattamentiste dell’origine del linguaggio, ma negli specifici abbiamo idee diverse.

 

(Andrea Moro)

 

 



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COMMENTI
19/05/2010 - Darwin non era darwinista (Antonio Servadio)

Darwin è stato un grandissimo naturalista. Questo non può essere messo in discussione. La sua attività, i suoi metodi ed il suo pensiero furono estremamente stimolanti e innovativi. Evviva Darwin. La storia è costellata di "grandi", Aristotele, Leonardo da Vinci, Linneo, Hegel, Freud, Jung etc. Progredire non significa negarne la gigantesca statura ma non è lecito considerarli Verbo Incarnato. Darwin è stato e resterà in eterno un gigante delle scienze naturali moderne. Ma è terribile fare della sua opera una ideologia (quando non addirittura una "religione"), cioè un qualcosa di profondamente anti-scientifico. Darwin non era retrogrado, non era chiuso ad idee nuove. Lui, oggi, si definirebbe darwinista ? - Ho qualche dubbio. Agli "isti" direi che "Ogni errore è fondato su una verità di cui si abusa” (W. Bousset). E poi, per quanto concerne lo studio dell' evoluzione (non scrivo "darwinismo") non siamo in grado di replicare o manipolare l' "evoluzione delle specie" in laboratorio. Trattasi di un campo di studio assai ampio e complesso, che coinvolge varie scienze naturali, e i cui metodi funzionano in modo assai diverso da come funzionano -ad es.- la biologia molecolare, la farmacologia, la biochimica, la microbiologia, etc. Servono robuste dosi di cautela e sempre stare ampiamente alla larga da qualsiasi genere di "ismo".