BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DIBATTITO/ Perché non è la scienza a dire cos’è bene e cos’è male?

Pubblicazione:

Jacques-Louis David, La morte di Socrate (1787)  Jacques-Louis David, La morte di Socrate (1787)

 

Ironicamente, rimuginavo queste domande mentre spingevo il carrello tra le corsie di un supermercato, cercando così di ottimizzare i tempi per tenere il passo con i ritmi accademici americani. Alla cassa arriva la risposta: tra le varie riviste esposte noto il nuovo numero di Knowledge, la popolare rivista di divulgazione scientifica della BBC. In copertina spicca una mela rossa morsicata con i sette vizi capitali incisi sulla buccia. Il titolo suona: Nati per peccare. La scienza spiega perché è bene essere cattivi. Più interessante della malizia antibiblica un po’ grossolana e del pasticcio categoriale del titolo (religione, epistemologia e morale combinate insieme in un cocktail che avrebbe fatto rizzare i capelli al buon Kant) è la seguente domanda: perché il lettore medio di Knowledge si aspetta che sia la scienza a spiegargli che cosa è bene e che cosa è male?

 

Ho fatto questa domanda in classe. Paul alza la mano e risponde: «Professore, ma perché se ci sono risposte a domande del genere, la scienza prima o poi dovrà essere in grado di trovarle!». Bravo Paul. Questo è il vero volto del naturalismo. Come Husserl comprese sempre più profondamente negli ultimi anni della sua vita, prima di essere un problema epistemologico, morale o fenomenologico il naturalismo è un problema culturale: un insieme di speranze mal riposte. È la speranza che il metodo scientifico-naturale, mostratosi così potente nello spiegare i fenomeni della realtà fisica, possa infine dar forma a tutte le movenze della ragione e condurla sulla strada sicura della scoperta della verità.

 

Ma il metodo delle scienze naturali, spiega Husserl, era nato originariamente come tecnica di indagine speciale all’interno di un compito razionale di portata ben più ampia. La cultura occidentale nasce sotto la stella della filosofia in Grecia con un compito: l’elaborazione a tutto campo di verità riconoscibili e accettabili da ogni soggetto razionale e non meramente condivise in base a costumi tradizionali. In altre parole, la cultura occidentale nasce dotata di un assetto motivazionale ben preciso e positivamente ambizioso: cercare la verità di tutto ciò che c’è (e “ciò che c’è” spazia dalle stelle nel cielo notturno alla forma di vita comune più umana alla questione se vi siano o meno degli dei e un aldilà).

 

Clicca >> qui sotto per continuare l’articolo

 

 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >