BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

2 GIUGNO/ Cade la retorica della Resistenza fatta solo dal Pci

Pubblicazione:

resistenza_R375.jpg

 

Tuttora nei manuali l’elemento centrale è l’enfatizzazione del Proclama del generale Alexander sulla sospensione della lotta partigiana alla vigilia del duro periodo invernale omettendo il fatto che poche settimane dopo quel proclama fu superato grazie alla missione del Clnai che incontrò Alexander e il comando alleato realizzando un accordo organico che prevedeva in particolare approvvigionamento finanziario mensile, invio di agenti per l’addestramento e lancio di munizioni. Protagonista dell’accordo fu Alfredo Pizzoni, il dimenticato presidente del Clnai, affiancato da Edgardo Sogno (Parri e Pajetta rimasero muti, il governo del Cln guidato da Bonomi si disinteressò degli incontri, era in crisi e Togliatti lavorava per essere promosso vicepresidente del Consiglio nel secondo governo Bonomi escludendo socialisti e azionisti).

 

Tommaso Piffer lavorando insieme a Valerio Riva sui finanziamenti del Pci sin dalla Resistenza approfondì l’argomento mettendo a fuoco la figura di Pizzoni e scrivendone nel 2005 la prima biografia (Il banchiere della Resistenza, Mondadori). Da Pizzoni ed il finanziamento alla Resistenza Piffer è risalito al rapporto in generale tra lotta partigiana e angloamericani. Per primo Piffer ha condotto un’ampia indagine negli archivi di Washington e Londra e ha ora realizzato un saggio ampio che demolisce in modo documentato la vulgata sulla conflittualità tra Resistenza e Alleati (Gli Alleati e la Resistenza italiana, Il Mulino, 2010).

 

Il lavoro di Piffer è particolarmente prezioso perché non è vincolato alla dimostrazione di una tesi precostituita: ridimensionamento o degli Alleati o della Resistenza.

 

Fornendo dati e scrivendo pagine nuove, è particolarmente da rilevare come Piffer sebbene sia un giovane dimostri una matura capacità di mettere a fuoco l’intreccio tra aspetti politici e militari. Emerge quindi la Resistenza in modo nuovo e più convincente. La Resistenza non fu marginale e vediamo proprio attraverso i rapporti dei servizi segreti e degli agenti paracadutati nei territori occupati dai tedeschi come cresca l’impegno alleato a favore dei partigiani.

 

Piffer mette bene in evidenza l’apporto “militare” del ruolo “politico” dei partigiani ovvero la capacità dei Cln di “pacificare” le città liberate e cioè di assicurarne il governo in modo riconosciuto dalla popolazione. Ciò consentiva agli Alleati di avanzare più rapidamente senza pericoli alle spalle. D’altra parte man mano che crescevano l’addestramento ed il rifornimento da parte degli Alleati, i partigiani operavano sempre più efficacemente come “spina nel fianco” dei tedeschi e poi salvaguardando gli impianti industriali e fornendo preziose informazioni per gli Alleati.

 

CLICCA >> QUI SOTTO PER PROSEGUIRE LA LETTURA DELL'ARTICOLO



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >