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2 GIUGNO/ Cade la retorica della Resistenza fatta solo dal Pci

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Emerge così il volto specifico della situazione italiana nel quadro della scena bellica europea: un partito comunista che a differenza di quello greco e jugoslavo operava su indicazione diretta di Stalin in modo unitario verso gli altri partiti antifascisti e non conflittuale con gli angloamericani. Vi era inoltre un governo post/antifascista che evitava “vuoti di potere” e pericoli di guerra civile dopo la ritirata tedesca ed infine una forte presenza militare anglo americana in pieno accordo con tutte le forze politiche.

 

E’ in questo quadro di particolare “stabilità” che Piffer ricostruisce due caratteristiche conseguenze finora poco presenti nella rappresentazione di quel periodo: la forte conflittualità che si verificò tra Oss e Soe (proprio perché gli americani pensarono che in un tal quadro relativamente stabile potevano agire in modo autonomo e dimostrare un maggior protagonismo rispetto agli inglesi) e, di conseguenza, l’intraprendenza americana a favore dei comunisti tanto da arrivare alla firma di un accordo ‘ad hoc’ tra Oss e Pci. Protagonista ne fu l’agente dell’Oss Irving Goff, reduce dalla guerra di Spagna.

 

I reduci della Spagna della “Brigata Lincoln” erano notoriamente “card holders” (tesserati), filocomunisti che aprirono le porte agli uomini di Togliatti trasformandoli in agenti Oss che impartivano direttive in seno agli Alleati sui rapporti da tenere con le Brigate partigiane. Di conseguenza cade completamente il mito dell’ostilità statunitense del Pci e leggiamo anzi rapporti stesi da agenti Pci-Oss che sdrammatizzano l’azione filojugoslava dei partigiani comunisti proprio contro la Brigata Osoppo che avrà il suo epilogo nei massacri di Porzus.

 

Ancora una volta emerge come la lettura classista della storia ed in particolare la interpretazione della Resistenza dataci da Roberto Battaglia a Claudio Pavone secondo la triade lotta nazionale, lotta democratica, lotta di classe rispecchi un cliché ideologico, un modo di leggere la Resistenza alla luce di come era stata letta la Rivoluzione francese alla luce della Rivoluzione d’Ottobre che ha trasformato l’insegnamento della storia d’Italia in una sorta di cineteca di film del “realismo socialista”.



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