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RICORDI/ Marina Corradi: Italia anni ’60, per le strade un Re misericordioso perdonava tutti

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Quella sera però, così lenta scorrendo la processione, ebbi modo di guardarle da vicino; una in particolare, che seguì noi bambine con lo sguardo. S’era messa, come alcune sue compagne, un velo in testa. Ma cosa aveva negli occhi, nostalgia, o rimpianto, e di cosa? Sembrava che stesse per piangere. Mi fece, la donna che non avrei dovuto guardare, una indimenticata tenerezza.

 

Le luci delle case erano accese, le finestre spalancate, la gente affacciata ai balconi. Molte donne avevano in mano il rosario, quasi tutti si facevano al passare del Santissimo il segno della croce. In quel quartiere povero, approdo di meridionali appena sbarcati dal Sud e incalzato da ruspe vogliose di innalzare grattacieli, il Corpus Domini avanzava in una notte di fine anni ‘60 come un re vincitore e misericordioso: cui anche le donne con le labbra sgargianti sono estremamente care.

 

Senza bisogno di alcuna parola, un segno veniva trasmesso ai figli: il nostro Dio è più forte di ogni nostro peccato. (Chissà, mi chiedo a volte, quella donna; se è ancora viva, e dov’è).



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COMMENTI
10/06/2010 - amarcord (alberto gelli)

" S'era messa, come alcune sue compagne, un velo in testa " La misericordia di Dio è sempre a nostra disposizione solo se la vogliamo. Quel velo oltre che rispetto era una richesta. Dio non ci manda all'inferno , siamo noi che Vogliamo andarci rifiutando la Sua misericordia albero 39