BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

USA/ Il New York Times insegna il pessimismo ma dimentica com’è fatto il cuore umano

Pubblicazione:

newyork_altoR375.jpg

 

A questo punto Singer propone un esperimento di pensiero (puramente fittizio ma filosoficamente rilevante): perché non fare della nostra l’ultima generazione sulla Terra mediante una sterilizzazione di massa? In questo modo, liberi dai pensieri sulle generazioni future, potremmo semplicemente goderci il tempo che ci separa dall’estinzione sfruttando liberamente il pianeta, coscienti del fatto che l’estinzione del genere umano non sarebbe nulla di tragico: essendo la vita umana ultimamente infelice, non danneggiamo nessuno impedendogli di venire al mondo. In fin dei conti, se ci rendiamo conto di questo, che problema c’è a immaginarsi una Terra senza uomini?

 

Vorrei menzionare due punti che rendono l’argomento di Singer (pur lucido, chiaro e provocatorio come la filosofia dovrebbe essere) quanto meno problematico.

 

Il primo. La conseguenza più logica da trarre dalla sua visione della vita umana non è la sterilizzazione di massa seguita da un party fino all’estinzione ma, come Schopenhauer aveva capito, il suicidio o una drammatica ascesi per eliminare quel desiderio insaziabile che ci caratterizza. Se la vita è ultimamente negatività e insoddisfazione il punto non è estinguere quella futura ma quella presente: se vi è invece della (pur macabra) positività almeno nello scenario prospettato da Singer della sterilizzazione di massa seguita da una festosa marcia verso l’estinzione, allora facendo della nostra generazione l’ultima stiamo privando la prossima generazione precisamente dell’unica cosa che Singer sembra caratterizzare in termini positivi: fare della propria generazione l’ultima.

 

Seguendo Singer, che diritto avremmo di privare la prossima generazione del gusto/diritto di essere l’ultima? E la prossima che diritto avrebbe di privarne quella successiva? E così via all’infinito. È vero che la prossima generazione di fatto non esiste (ancora) ma mi sento autorizzato ad usare tanto quanto Singer riferimenti a generazioni non-esistenti nell’economia del mio argomento. O non c’è nulla per cui vale la pena vivere, e allora il suicidio è la risposta più logica, o c’è, fosse anche solo il gusto di fare della propria generazione l’ultima, e allora non avremmo il diritto di precludere questo gusto ai nostri figli.

 

Clicca >> qui sotto per continuare l’articolo

 

 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >