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USA/ Il New York Times insegna il pessimismo ma dimentica com’è fatto il cuore umano

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Il secondo. Ma l’argomento schopenhaueriano rivisitato da Singer per cui la vita è ultimamente negativa e dunque mettere al mondo un figlio non è rendergli un buon servizio, sta davvero in piedi? Io non credo. Il punto è che ciò che rende la vita grande e appassionante non è la sommatoria dei nostri desideri soddisfatti o frustrati, ma l’accadere imprevisto di fatti, persone, circostanze che corrispondono inaspettatamente alle esigenze più profonde del nostro io, quelle che don Luigi Giussani ha sinteticamente chiamato “cuore”. Sono convinto che ciascun uomo sulla Terra, perfino nella situazione più disagevole e misera pensabile, sarebbe in grado se interrogato di menzionare almeno un fatto, un episodio in cui ha presentito con chiarezza che la vita, la realtà, l’esserci sono ultimamente positivi (un bel paesaggio? Un innamoramento, indipendentemente da come poi è andata? Una vittoria sportiva? Ciascuno pensi per sé).

 

Questo presentimento può essere stato poi ricoperto e sbaragliato da circostanze avverse oppure scartato come ingenuo sentimentalismo. E se invece non fosse sentimentalismo ma il primo passo, l’occasione (colta o mancata) per intraprendere un cammino di conoscenza più ragionevole di sé e della realtà? In ogni caso quei fatti che anche solo per un istante destano un presentimento di bene per sé e per il mondo - sfidando così la nostra ragione e libertà - valgono più dei bilanci di successi e fallimenti nei quali, è vero, finiamo in rosso sia che siamo malati e sconfitti sia che siamo perfettamente sani e forti.

 

Mettere al mondo dei figli, dunque, non è ragionevole in base a un calcolo delle probabilità che abbiano una vita felice (in base a quali standard?) ma in base alla certezza che, come a ciascuno di noi, capiteranno loro fatti e circostanze in cui presentiranno che la realtà contiene una promessa di bene. Che cosa faranno di questo presentimento resta, come per ciascuno di noi, una sfida aperta e appassionante.

 

 



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