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LIBRI/ E così gli ebrei finanziarono la stampa di un certo "Mein Kampf" di Adolf Hitler…

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Col successo di Mein Kampf, Adolf Hitler divenne ricchissimo  Col successo di Mein Kampf, Adolf Hitler divenne ricchissimo

 

Eppure, se in Germania Mein Kampf divenne regalo “obbligatorio” per matrimoni e ricorrenze pubbliche, spesso invece le traduzioni realizzate all’estero furono finanziate proprio dalle leghe ebraiche per far conoscere i progetti razzisti e criminali del Nazismo. Eppure si tratta anche di un libro poco letto per lo stile scadente e la lunghezza, cosicché ne sono stati ricavati numerosi estratti e antologie.

 

Dopo aver indagato la genesi dell’opera, il volume di Vitkine ricostruisce un capitolo importante della storia dell’editoria del Novecento, coi tedeschi prima della guerra ossessionati dal pericolo di far conoscere troppo bene all’estero il pensiero del leader e dopo ossessionati di proibirne le riproduzione (ancor oggi si tratta in Germania di un libro proibito). E in Italia? Il libro fu pubblicato, di fatto col sostegno diretto di Mussolini, da Valentino Bompiani. Gli editori, infatti, continuano a giocare ambiguamente tra la necessità di documentazione e la connivenza con le idee (soprattutto antisemitismo e ossessione di potenza) di Hitler: nell’India o nella Turchia contemporanee si tratta di un libro ampiamente conosciuto e diffuso.

Ma allora non tutti i libri sono buoni? Quando difendiamo i libri e la lettura, almeno ogni tanto, dovremmo porci anche la questione dei contenuti di quei libri…

 

 



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COMMENTI
30/06/2010 - ma allora non tutti i libri sono buoni... (maria cristina la manna)

soltanto adesso ho letto l'interessante articolo sulla storia di questo libro che testimonia l'importanza della lettura per la formazione di una mentalità e la divulgazione delle idee. Ne sono così consapevole che da quando ho saputo che tra i libri consigliati per l'estate a mia figlia (2° anno di liceo classico), c'era il nome della rosa di eco, sono saltata e ho scritto una lettera all'insegnante, tra parentesi trattasi di un liceo salesiano... ma sia l'insegnante che i superiori tutelando la libertà di insegnamento, non ravvisano alcun problema nella lettura di questo falso storico, se non garantendo un successivo confronto critico. io e un altro genitore invece riteniamo che i ragazzi non sono "attrezati" per questa lettura che sicuramente insinua una mentalità ben diversa da quella cristiana motivo per il quale tralaltro abbiamo iscritto i nostri figli in una scuola cattolica! Le chiedo di potermi segnalare altri approfondimenti sull'argomento ovvero l'influenza della lettura nella cultura sia personale che sociale,oltre i suoi articoli già letti sul sussidiario.Riporto una bella citazione a proposito "Una casa senza biblioteca è come una fortezza senza armeria".