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LIBRI/ E così gli ebrei finanziarono la stampa di un certo "Mein Kampf" di Adolf Hitler…

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Col successo di Mein Kampf, Adolf Hitler divenne ricchissimo  Col successo di Mein Kampf, Adolf Hitler divenne ricchissimo

Un giovane, imprigionato dalla polizia dopo una manifestazione di piazza, giace dimenticato nella cella del carcere. Finalmente alcuni amici riescono a fargli avere carta e materiale per scrivere: così può iniziare a battere a macchina un libro, il suo libro. Finalmente riesce a raccontare la sua vita e, soprattutto, ciò in cui crede e i progetti che ha elaborato. Esce dal carcere e un piccolo editore pubblica poche centinaia di copie del volume. Di lì a qualche anno diverrà un successo da milioni di copie e lui diverrà ricchissimo.

 

Sembra l’avventura di un “giovane scrittore” dei giorni nostri, ma è una storia che ha quasi un secolo. Quel libro è Mein Kampf (La mia battaglia) e quell’uomo è Adolf Hitler. Mancava in Italiano una storia puntuale ma leggibile della storia redazionale e editoriale della “bibbia” del Nazismo: si tratta di Antoine Vitkine, Mein Kampf. Storia di un libro, Milano, Cairo Editore, 2010. Il saggio documenta come, proprio grazie al “parto letterario” del Führer, già dagli anni ’20 fosse possibile conoscere e capire quali fossero le sue vere intenzioni, un libro che invece fu spesso considerato con sufficienza.

 

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COMMENTI
30/06/2010 - ma allora non tutti i libri sono buoni... (maria cristina la manna)

soltanto adesso ho letto l'interessante articolo sulla storia di questo libro che testimonia l'importanza della lettura per la formazione di una mentalità e la divulgazione delle idee. Ne sono così consapevole che da quando ho saputo che tra i libri consigliati per l'estate a mia figlia (2° anno di liceo classico), c'era il nome della rosa di eco, sono saltata e ho scritto una lettera all'insegnante, tra parentesi trattasi di un liceo salesiano... ma sia l'insegnante che i superiori tutelando la libertà di insegnamento, non ravvisano alcun problema nella lettura di questo falso storico, se non garantendo un successivo confronto critico. io e un altro genitore invece riteniamo che i ragazzi non sono "attrezati" per questa lettura che sicuramente insinua una mentalità ben diversa da quella cristiana motivo per il quale tralaltro abbiamo iscritto i nostri figli in una scuola cattolica! Le chiedo di potermi segnalare altri approfondimenti sull'argomento ovvero l'influenza della lettura nella cultura sia personale che sociale,oltre i suoi articoli già letti sul sussidiario.Riporto una bella citazione a proposito "Una casa senza biblioteca è come una fortezza senza armeria".