BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ARTE/ Siamo proprio sicuri che Roma (e la cultura) avessero bisogno del Maxxi?

Pubblicazione:

Il MAXXI di Roma (Imagoeconomica)  Il MAXXI di Roma (Imagoeconomica)

 

Per questo la domanda di fondo da porsi è una sola: ma Roma aveva proprio bisogno di un museo così? La risposta ovviamente per me è “no”. Primo, perché Roma è una città che si misura sui millenni e non si capisce in base a quale insulso calcolo dovrebbe consumarsi sulle frontiere incerte del contemporaneo. Secondo, perché non essendo una fucina del contemporaneo, Roma si riduce a fare la retorica del contemporaneo. E le paginate piene di punti esclamativi di questi giorni confermano questa sensazione. Si prende tutto a scatola chiusa.

 

C’è qualcuno che decantando le meravigliose prospettive del MAXXI ha proposto il paragone all’esperienza parigina del Beaubourg. Secondo me siamo proprio agli opposti. A cominciare dalla concezione architettonica, che fa del museo romano una struttura tutta di cesello, da guardare e non toccare. Invece il museo parigino è stato pensato come un grande cantiere a pancia perennemente aperta. Il MAXXI sarà un’entità blindata («un luogo che concettualmente rispecchia la fluidità, però nella pratica è poi molto unitario», lo ha elegantemente bollato Angela Vettese). Invece il Beaubourg è come una piazza aperta e vissuta, che affianca al museo quell’immensa biblioteca e videoteca dove ogni giorno si affollano centinaia di studenti, di donne e uomini sintonizzati sui canali tv di tutti i paesi del mondo. Una macchina dalle cento funzioni diverse. È un luogo di cultura che si fa, oltre che di cultura celebrata.

 

 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
07/06/2010 - Un museo così? No, grazie. (Giuseppe Crippa)

Caro Frangi, la domanda "Roma ha proprio bisogno di un museo così?" se la sarebbero dovuta porre gli amministratori capitolini che hanno deliberato l’opera. Immagino chi siano stati, ma non è questo che importa. Credo che le opere d’arte nascano per essere collocate in spazi specifici (case, chiese, piazze) e non certo in musei. Per questo motivo sede naturale di un museo dovrebbe sempre essere un palazzo eretto per altri scopi e recuperato così a nuova vita. Non mi soffermo sulla scelta dell’architetto, che avrei preferito per ovvi motivi italiano, e sul costo esorbitante. Concordo con Lei che un "no" sia la risposta più corretta alla sua domanda. Ho visitato il suo blog. La ringrazio: ci tornerò spesso. Cordiali saluti.