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LA STORIA/ 1. Cento anni di Alfa Romeo, meglio "Anonima" e lombarda che Fiat?

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Alfa Romeo (Imagoeconomica)  Alfa Romeo (Imagoeconomica)

La storia delle produzioni Alfa Romeo ben rispecchia, nei suoi periodi più luminosi e nei suoi lati d’ombra, le vicende più generali dell’industria italiana del Ventesimo secolo. Il suo nucleo produttivo originario, la fabbrica del Portello di Milano, così chiamata perché collocata appena fuori dalla vecchie mura di Milano, cui si accedeva passando per una piccola apertura verso corso Sempione, fu in realtà progettata ed ultimata da una casa automobilistica francese, la Darracq, sorta a Napoli nel 1906. L’impresa oltremontana, artefice di una delle più avanzate esperienze produttive dell’epoca, fu ben presto travolta dalle ricadute della crisi finanziaria del 1907.

 

L’anno successivo un gruppo di investitori lombardi ne raccolse la proprietà, giungendo nel 1910 a inaugurare l’“Anonima lombarda fabbrica automobili” (Alfa); questa nel 1915 vide l’ingresso nel capitale dell’ingegnere napoletano Nicola Romeo, che ne avrebbe modificato definitivamente la denominazione aggiungendovi il suo cognome. Alla produzione Alfa del Portello, fino almeno alla prima guerra mondiale, erano addetti poco meno di 200 operai, con un numero variabile di molto in ragione dell’andamento stagionale della domanda di automobili, tipico di un’epoca in cui l’automezzo era ancora considerato un bene di lusso: più sostenuta nei mesi primaverili e estivi, in occasione delle scampagnate dell’aristocrazia e dell’alta borghesia urbane, debole in inverno.

 

La cura artigianale del prodotto, e dunque l’organizzazione del lavoro di stampo pre-fordista, fu da sempre la cifra distintiva dell’Alfa. L’impresa scelse consapevolmente non competere con le concorrenti (Fiat, Lancia, Isotta Fraschini, Itala) sulla strada dei primi tentativi italiani di produzione di modelli per l’ampio pubblico, concentrandosi sullo sviluppo tecnologico e in una nicchia di mercato di alta qualità. Solo nel 1950, più di un venticinquennio più tardi della Fiat, l’azienda milanese introdusse nei suoi impianti la linea a trasporto continuo: quella catena di montaggio che, in tutta l’industria meccanica occidentale, segnò nella prima metà del Novecento il passaggio alla produzione di grande serie, con conseguente irrimediabile perdita di cura e qualità del lavoro operaio e dei suoi risultati.

 

Prima di quella data-spartiacque, e per alcuni aspetti anche più tardi, l’automobile Alfa ebbe alle spalle personale esecutivo e capi operai altamente qualificati, conseguentemente dotati di elevato potere di contrattazione e ampia discrezionalità operativa. Le due figure che impersonarono la riforma organizzativa in Alfa Romeo furono Vittorio Jano e Ugo Gobbato. Il primo, ingegnere torinese passato dalla Fiat al Portello nel 1933, progettista della 8 cilindri P2 e della 6 cilindri 1500 e 1750, fu uno dei tecnici più brillanti della storia automobilistica internazionale. Di origini venete, fu nominato direttore generale Alfa nel 1934 dopo un’importante carriera in Fiat.

 

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COMMENTI
26/06/2010 - Una visita irrinunciabile (se amate l'ALFA) (Giuseppe Crippa)

Al bell’articolo del prof. Maifreda aggiungerei che è tuttora visitabile, in viale Alfa Romeo ad Arese, il Museo dell'Automobile dell’ALFA Romeo. Si tratta di 6 ampi saloni che si estendono su un'area di 4000 m2 nei quali sono racchiusi circa 110 automobili che rappresentano quasi la totalità dei modelli prodotti dalla Casa del Portello dal 1910 al 1977. Consiglio caldamente la visita a chi ama il mondo dell’auto, ricordando orari e modalità di ingresso: Apertura: dal lunedì al venerdì, ore 09.00-12.30 e 14.00-16.30 Chiuso il sabato, domenica e festivi, dal 23 dicembre al 6 gennaio, tutto il mese di agosto. Per gruppi superiori alle 10 persone è obbligatoria la prenotazione via fax. Ingresso: gratutito. Visite guidate: per gruppi superiori alle 10 persone, previa prenotazione via fax, disponibili anche in lingua. Ci sono stato più di una volta e progetto di tornarvi ancora: ne vale sempre la pena! www.museoalfaromeo.com Tel. +39 02 44429303 /421 /764 Fax +39 02 9315564