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ARTE/ A Casa Testori anche gli artisti contemporanei "parlano" allo sguardo comune

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La seconda spiegazione sta nel non-dogmatismo insito nella formula. Stanza dopo stanza si confrontano linguaggi, sensibilità, generazioni diverse. È il luogo-casa a fare da trait d’union, a dare quell’energia insolita per una rassegna d’arte che senti correre di ambiente in ambiente. E in cosa consiste questa energia? Consiste nel fatto che un artista arrivando qui si sente di scoprire le sue carte, proprio perché l’ambiente casa lo induce a questo. L’arte contemporanea, in genere trincerata dietro i suoi linguaggi enigmatici e un po’ scostanti, spinta dai curatori in una nicchia di esclusività, a Casa Testori si lascia approcciare. Si mette a nudo, come fosse in un ambiente fidato. E il visitatore che arriva sperimenta un approccio del tutto inedito: la curiosità di capire e di scoprire. Ogni stanza è come uno sguardo diverso sul mondo; e, trattandosi di artisti, si tratta sempre di sguardi inediti, imprevisti, destinati a suscitare domande, a interpellare chi varca ognuna di quelle porte. A Casa Testori l’arte contemporanea non è più un questione per gli adepti ma si apre allo sguardo comune, scoprendo di non essere così distante e così astrale.

 

Per questo, a chiusura del percorso, si è pensato di chiedere ai visitatori quale fosse la stanza loro preferita. Non è un referendum sugli artisti, ma sui luoghi che hanno creato, sull’interrelazione che hanno saputo determinare con i visitatori. Non c’entra il gusto. C’entra l’emozione ricevuta, la riflessione suscitata, l’impressione che ne resta. Un modo per andare la semplice reattività del “mi piace - non mi piace”. Se gli artisti a Casa Testori si “addomesticano”, i visitatori si alfabetizzano ai linguaggi dell’arte contemporanea...

 

Per le informazione sulla mostra e sugli orari www.associazionetestori.it

 

 



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