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PORZUS/ È ancora il vecchio Pci a dettare la linea. Grazie a Wikipedia…

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Gli uomini delle Osoppo pagano la loro scelta con un susseguirsi di attacchi e dileggi da parte comunista, fino a rapine e intimidazioni. Di tutto ciò rimane traccia nella fitta corrispondenza proprio del comandante Bolla, il quale più volte - dall’ottobre ‘44 fino a pochi giorni prima della sua barbara uccisione - denuncia ai vertici della Resistenza veneta i soprusi subiti a causa della non volontà di affrontare a livello politico la cosiddetta “questione slovena”.

 

Alla vicenda di Porzûs è legato il mito storiografico di un Partito comunista portabandiera della causa di liberazione nazionale. Ma come si potrebbe sostenere ancora tale tesi, qualora si ammettesse che il Pci anteponeva alla difesa dei confini patri del 1918 interessi di natura ideologica?

 

Una cosa è certa: chi oggi si reca a Porzûs osserva che il luogo dove gli osovani hanno versato il sangue delimita la linea di confine, a presidio dell’italianità del territorio. Chi ha vissuto in libertà al di qua di quella linea lo deve certo a Bolla e i suoi uomini.

 

(Matteo Forte)



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COMMENTI
03/06/2010 - Anche la medaglia d'oro a De Gregori era inquinata (Sergio Palazzi)

Nel '45 la motivazione della medaglia d'oro a Francesco De Gregori, capitano degli alpini, era come minimo reticente e controversa (su Wikipedia si trova anche quella, of course!), con la frase finale "dove il comune spirito patriottico non sempre riusciva a fondere in un sol blocco le forze della Resistenza" che lascia pensare che i diversi gruppi partigiani qualche volta bisticciassero su qualche cosetta, magari sul rancio o sull'ora della sveglia... Ma allora si era nel '45, non solo la verità faticava a circolare ma i conti erano ancora tutti da fare. Dopo 65 anni, tenendo conto che pure Pasolini e De Gregori non hanno taciuto quel che successe a fratello e zio, dopo l'89, siamo ancora a questi livelli. Ma non trascuriamo un altro aspetto: la banalità del male burocratico. La sciatteria con cui gli uffici preposti curano la toponomastica e le intitolazioni non vale solo per queste situazioni estreme. Chiunque abbia fatto pratiche di questo genere presso qualche amministrazione locale preposta sa che, con buona probabilità, la pratica finisce in mano a qualche impiegato di limitata disponibilità e cultura che gratta quel che trova, e Wikipedia è molto comoda. Del resto, Buzzati venne premiato per averci fatto conoscere la geografia dell'importante regione del deserto dei Tartari... e non è da escludere che la scrivania dello scribacchino dell'epoca sia passata in eredità per usucapione al suo odierno nipote.