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ARTE/ "Tota pulchra": dalla bellezza di Maria alla pietà del popolo cristiano

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Silvia Salvadori, riproduzione di Sandro Botticelli, Madonna del libro (1480-81)  Silvia Salvadori, riproduzione di Sandro Botticelli, Madonna del libro (1480-81)

 

Questo assetto realistico, materializzato in forma sensibile e fortemente coinvolgente sul piano emotivo della pietà mariana, potenziato da san Bernardo e dai cistercensi («Monstra te esse matrem…»), condiviso da Iacopo da Varazze e dai più importanti predicatori del Quattrocento, va visto come lo sbocco di una evoluzione più ampia, dominata dal progressivo affermarsi del rilievo di Maria sulla scena della pietà collettiva del mondo cristiano, solo più tardi amputata dalle fratture che spezzarono l’unità religiosa dell’Occidente a seguito della riforma protestante.

 

L’Italia, e specialmente l’Italia del centro-nord, è stata indicata come il teatro più vistoso di dispiegamento di questo fenomeno cruciale. Si parla di una vera e propria «esplosione» del culto rivolto alla mediatrice per eccellenza della beneficenza del cielo, che molteplici indizi conducono a collocare nell’età di cerniera del tardo Medioevo e del Rinascimento, tra il XIV e il XVI secolo.

 

Il “trionfo” così tardivo di Maria si tradusse nella tessitura di una rete di santuari univocamente dedicati al culto delle immagini e alla promozione dei miracoli attribuiti alla potente intercessione dell’«Avvocata nostra» per antonomasia. Alcuni erano santuari che divennero capaci di vastissimo richiamo, come Loreto; altri rimasero di carattere più regionale o solo locale; potevano essere di nuova fondazione, o fondarsi sul rilancio di luoghi sacri preesistenti.

 

Il decollo di una devozione spinta a diventare egemone trascinò con sé lo sviluppo o il rimodellamento di forme di pietà adattate alle nuove circostanze. Vide l’emergere di originali tradizioni iconografiche e la sanzione sempre più esplicita dell’eccellenza della figura di Maria attraverso impegnativi riconoscimenti dottrinali, con l’introduzione di rituali liturgici che alimentarono la crescita di nuove festività nella cornice del calendario annuale.

 

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