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ARTE/ "Tota pulchra": dalla bellezza di Maria alla pietà del popolo cristiano

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Silvia Salvadori, riproduzione di Sandro Botticelli, Madonna del libro (1480-81)  Silvia Salvadori, riproduzione di Sandro Botticelli, Madonna del libro (1480-81)

 

Con l’avanzata della pietà gravitante intorno alle immagini potenti e ai centri di culto della Regina sempre più celebrata del cielo cristiano, alle soglie della prima età moderna si assiste a un grande movimento di costruzione di una nuova rete di punti di ancoraggio attraverso i quali il mantello della religione poteva avvolgere la società degli uomini, distendendosi sopra il tessuto delle città e delle comunità riunite intorno alle loro chiese e ai loro segni sacri.

 

La Madonna che, da allora in poi, espande il suo raggio di tutela sulla cristianità, appoggiandosi al sostegno di Roma, è la Vergine che si presenta soprattutto nelle vesti positive di «madre di misericordia, amica della pietà, consigliatrice del genere umano»: così la dipinge, molto fiduciosamente, la lettera di indulgenze di Gregorio XI inviata alla chiesa di S. Maria di Loreto nel 1375, che sembra essere la prima attestazione di interesse da parte della Sede Apostolica per il santuario destinato ad affermarsi in forme grandiose nel cuore dei suoi dominî dell’Italia centrale, presto assorbito sotto il suo diretto monopolio di gestione, scavalcando tutte le gerarchie e i poteri ecclesiastici inferiori.

 

La pietà di cui Maria si afferma come snodo nevralgico è quella destinata a «rassicurare» e a «proteggere». Per questo l’iconografia che ne universalizza l’immagine materna e premurosa ama insistere sempre di più sulla tenerezza della sua umanità che si piega spingendosi al sollievo degli uomini sofferenti e peccatori.

 

All’immagine regale della Vergine in trono tende a sostituirsi il primato della Madonna della Misericordia che allarga soccorrevole il suo mantello cingendo in un abbraccio di protezione le confraternite di devoti che si consegnano al suo patronato, esaltato come un ponte di collegamento gettato verso il cielo, dove regna un giudice divino che lei più di chiunque altro è in grado di smuovere per far precedere le grazie e il perdono rispetto ai castighi e alle pene severe.

 

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