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BURQA/ Sarkozy dice no al velo e mette alla prova la vera laicità della Francia

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Il 19 maggio François Fillon e Michèle Alliot-Marie, ministro della Giustizia e delle libertà, presentano a votazione il Progetto di legge dopo il pronunciamento negativo del Consiglio di Stato adducendo che tale pronunciamento ha un carattere consultivo e non vincolante. Il 13 luglio 2010 la legge è discussa nelle sedute del 6, 7 e 13 luglio, e approvata quest’ultimo giorno con 335 voti favorevoli (quelli dell’UMP di Sarkozy, del Nouveau Centre e di 20 deputati dei partiti di sinistra) e un voto contrario. La quasi totalità dell’opposizione (PS, PCF e Verdi) si è astenuta.

 

I termini del problema

 

Molti dei critici di questa legge, tra cui molti cattolici, si sono affrettati a scaricare le loro munizioni contro quella Francia laicista che vorrebbe, ancora una volta, regolare le questioni religiose. A mio parere bisogna non cadere nella trappola di un certo Islam e situare questo progetto di legge dentro un contesto diverso di quello della laicità, e cioè, quello del fallimento del modello di integrazione culturale francese.

 

Fin dal gennaio 2009 sia Jean-François Copé, deputato UMP e uno dei cervelli di questa legge, che François Fillon, primo ministro francese, hanno insistito sul fatto che quello che voleva regolare questo progetto di legge non erano aspetti religiosi ma due diritti: sicurezza e dignità della persona (ed in particolare quella della donna). Nell’Esposizione di motivi del progetto di legge possiamo leggere: “L’occultamento del volto nello spazio pubblico comporta una violenza simbolica e disumanizzante, che ferisce il corpo sociale”. Oppure: “Se l’occultamento volontario e sistematico del volto costituisce un problema, è perché ciò è semplicemente contrario alle esigenze fondamentali del “vivere insieme” nella società francese”. O ancora: “L’occultamento sistematico del volto nello spazio pubblico, contrario all’ideale della fraternità, non risponde all’esigenza minima di civiltà necessaria nei rapporti sociali”.

 

Non troviamo, quindi, ragioni di tipo religioso. In questo senso, contro coloro che subito accusarono i promotori di voler arrivare al divieto del velo, bisogna ricordare che Nicolas Sarkozy si è pronunciato in non poche occasioni a favore della libertà religiosa, della laicità positiva dello stato (nel suo discorso di San Giovanni Laterano) e del diritto al velo come espressione religiosa nello spazio pubblico (a seguito del discorso di Obama del 4 gennaio 2009 al Cairo).

 

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COMMENTI
20/07/2010 - La bellezza è di tutti. (claudia mazzola)

Qui a Brescia ho incontrato solo due donne col Burka, ho provato angoscia, avrei voluto guardare quegli occhi belli, la vita non si nasconde.