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BURQA/ Sarkozy dice no al velo e mette alla prova la vera laicità della Francia

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Il fallimento del modello d’integrazione alla francese

 

Ma se non dobbiamo leggere questo progetto di legge sotto l’ottica di un attacco nascosto alla libertà religiosa, come farlo allora? Questo progetto di legge vuole essere, come disse Jean-François Copé, «un segno forte». Il modello francese d’integrazione politica, in base al quale chi arrivava in Francia poteva trovare uno spazio vuoto e astratto, senza storia né ideali, nel quale «istallarsi» a proprio agio, è andato in tilt.

 

La Francia del permissivismo culturale, che pensava di poter gestire qualsiasi realtà integrandola astrattamente nello spazio vuoto della cittadinanza repubblicana ha sentito il bisogno di ricordare alcuni dei valori fondamentali della sua storia e, non a caso, nello scontro con una pratica propria di un certo islamismo per il quale la separazione tra autorità religiosa e politica non esiste. Valori che si rifiuta di riconoscere di aver imparato dalla tradizione ebraico-cristiana e che si limita a chiamare repubblicani.

 

Quando essere francesi vuol dire qualcosa di concreto

 

Sarkozy, aiutato dall’impasse di una sinistra che da una parte non vuole offendere un certo Islam e dall’altra non sa se difendere la “libertà” delle donne che vorrebbero portare il burqa o la dignità di quelle che lo devono portare, vuole cominciare a tracciare una “linea rossa” di sicurezza. Se chi abita in Francia, o chi ci arriva, vuole dirsi francese e sfruttare le possibilità di tale cittadinanza dovrà sapere e riconoscere - almeno, e aldilà dei principi astratti di liberté, egalité e fraternité -, tre o quattro principi fondamentali.

 

Il primo, com’è stato decretato non molto tempo fa, la lingua francese, principio elementare delle relazioni umane. Il secondo, come ci sembra voler fare questa legge, che il volto ha un valore e che quel valore è lo stesso per le donne e per gli uomini. E che in Europa sappiamo ancora che è più umano guardarsi in faccia, piuttosto che non poterlo fare. Ed è a questo punto, per chi ha il volto scoperto, che si riapre il problema della laicità. Problema che, va detto, l’Islam fa molta fatica anche solo a porsi.

 

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COMMENTI
20/07/2010 - La bellezza è di tutti. (claudia mazzola)

Qui a Brescia ho incontrato solo due donne col Burka, ho provato angoscia, avrei voluto guardare quegli occhi belli, la vita non si nasconde.