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PERSECUZIONI/ Dall’India all’Ue: ecco a chi fa comodo la "guerra" ai cristiani

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Si arriva così al paradosso di affermare una democrazia che presume di poter fare a meno del cristianesimo, dimenticando la lezione di Tocqueville corroborata da secoli di storia. “La consustanzialità del cristianesimo alla democrazia - scrive a questo proposito Mauro - è data dalla sua dimensione universale, dalla sua espressione comunitaria, per cui la vita comune realizza l’ideale di fratellanza, e dalla concezione laica della politica, secondo la quale - nella convinzione che non tutto può sottostare al potere di Cesare - reato e peccato non coincidono”. 

 

La disponibilità a incontrare l’altro in quanto uomo, di riconoscere nella fede e nel pensiero del prossimo un sincero tentativo di risposta alla domanda di significato che abita il cuore di ciascuno, rappresenta l’aspetto essenziale della presenza cristiana nella storia. Una presenza che chiede piena libertà di espressione non come affermazione di un privilegio o difesa di un gruppo, ma come possibilità riconosciuta a ciascuno in forza del suo essere uomo. Per questo Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno più volte sottolineato che la libertà religiosa è conditio sine qua non per l’esercizio di qualsiasi diritto.

 

È dura la battaglia per riaffermare il pieno diritto di cittadinanza del cristianesimo a ogni latitudine, comprese le aule del Parlamento europeo. Una battaglia che è insieme difensiva e offensiva, ed esige l’intelligenza e la capacità di trovare alleati anche tra coloro che, pur non condividendo la fede in Gesù, sono convinti che l’emarginazione dei suoi seguaci sarebbe una perdita secca per l’intera umanità. Molti i nemici, molte le difficoltà con cui misurarsi, ma uno sguardo positivo sulla realtà è ancora possibile. Ed è da questo sguardo positivo che è possibile ripartire e continuare a sperare, senza ingenuità ma con la certezza che c’è Chi ha segnato per sempre la storia.

 

In forza di questa certezza si può affermare che “le ideologie, i fondamentalismi e i relativismi sono accomunati dall’abbandono della verità, dal mancato riconoscimento dell’essere come principio della realtà e dall’utilizzo del potere per dare una nuova base alla realtà. La storia delle grandi dittature del passato ci insegna che Dio fa paura a chi ha la pretesa di sostituirsi a Lui. Ma la storia ci ha insegnato anche che alla lunga la furia ideologica che ha nella negazione della libertà religiosa il suo strumento di massima distruzione della dignità dell’uomo, viene sconfitta dalla prorompenza della fede e dal desiderio di libertà degli uomini”.

 

 

 



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