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MERCATO/ Cosa c'entrano la Bibbia e la Chiesa con l’economia?

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Per gentile concessione dell’autore, anticipiamo un capitolo dell’ultimo libro di David Schindler, Ordering Love, Eerdmans 2010, di prossima uscita il Italia. La prima, la seconda e la terza parte sono già state pubblicate dal sussidiario.

 

[…] Passo immediatamente a una terza obiezione: anche se il mercato libero ha portato questo impoverimento di significato e una paradossale riduzione della libertà, la responsabilità di questi problemi risiede principalmente nel fallimento delle istituzioni culturali, e cioè la Chiesa, la famiglia, l’educazione.

 

L’economia, in altri termini, riflette le abitudini della cultura, secondo questa obiezione; non è il loro agente primario. Certamente il mercato ha bisogno di un ambiente morale, ma questo effettivamente viene da fuori il mercato. Il mercato come tale né sopravanza la virtù umana né corregge il vizio umano. Quello è un compito delle istituzioni culturali. Inoltre, in quest’ottica, la Chiesa, la Bibbia, mentre sono responsabili per lo sviluppo della virtù umana, non appoggiano alcun sistema particolare di economia.

 

La mia risposta è che se l’economia realmente riflette, e quindi è un segno di una logica disordinata, perché frammentata, dell’amor proprio, allora l’economia stessa non può che essere portatrice di quella logica, non può che influenzare, a sua volta, la cultura nella direzione delle stesse false nozioni di libertà e ricchezza che sono una funzione di questa logica.

 

Le influenze dell’economia da una parte, e delle istituzioni ecclesiali, domestiche ed educative dall’altra, sono in altre parole sempre reciproche: le istituzioni della Chiesa, della famiglia e dell’educazione formano la cultura solo in e attraverso i loro membri, che sono sempre anche partecipanti della logica dell’economia, del produrre, del consumare, dell’usare e possedere i beni (e viceversa).

 

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