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MERCATO/ Cosa c'entrano la Bibbia e la Chiesa con l’economia?

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Il mercato libero, con la sua logica propria di mercificazione, genera una incapacità di porre attenzione a Dio, alle persone, alle cose della natura. Genera una incapacità di stare veramente in qualcosa per se stessa. La logica del mercato rafforza l’incapacità di silenzio interiore e dissipa le relazioni pazienti necessarie per dare profondità al significato di questo tempo e spazio, di questo luogo concreto, in cui solo la nostra umanità realmente esiste: in ciò che è qui e ora. Se, però, non siamo capaci di dare significato a questo tempo e a questo luogo, non avremo capacità per la memoria pregna del significato di ciò che siamo e, quindi, per un futuro pregno di significato.

 

Ripetendo ciò che ho anche detto altrove, il problema più fondamentale della società liberale può essere descritto come un disordine, una mancanza di attenzione, un iperattivismo di massa. L’economia di mercato libero è un fattore significativo, ma assolutamente non l’unico, di questo disordine che è sia segno sia espressione della logica strumentalistica del liberalismo. È questa logica, per esempio, che informa alla sua radice la forma liberale-teconologica di “compassione” che ci rende inclini a produrre bambini conformi al disegno desiderato dai genitori, o con lo scopo di ucciderli per mietere i loro organi per alleviare la pena e la sofferenza di altri […].

 

(4 - continua)



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