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Cultura

LETTURE/ Perché d’estate i "gialli" hanno così tanto successo?

D’estate, più che in altri periodi, la televisione è piena zeppa di serie poliziesche. Ma qual è la ragione profonda del successo dei gialli? Un commento di LAURA CIONI

Peter Falk nei panni del celebre Tenente ColomboPeter Falk nei panni del celebre Tenente Colombo

Forse perché il colore del sole è giallo o per qualche altro motivo, sta di fatto che d’estate, più che in altri periodi, la televisione è piena zeppa di serie poliziesche.

Le ragioni del successo dei gialli sulla carta stampata come nei filmati pesca nel desiderio di avventura che diviene un diversivo rispetto alla monotonia quotidiana. È vero che anche la cronaca nera non è avara: di recente dieci donne sono state uccise in tre settimane da compagni delusi e violenti. Allora perché, se già la realtà è così inquietante, l’attrattiva per storie che ne costituiscono per così dire una amplificazione?

Un primo motivo potrebbe essere che il nostro desiderio di giustizia è appagato dal fatto che nelle serie poliziesche il colpevole viene scoperto: sono storie generalmente a lieto fine, se così ci si può esprimere per un delitto. Se poi chi l’ha compiuto è guardato, come non di rado avviene, con comprensione e non semplicemente condannato, ancora meglio: quella pietà senza la quale la giustizia è disumana trova uno spunto facile e non impegnativo per affermarsi.

Un’altra ragione del successo dei gialli consiste nel fatto che essi offrono la possibilità di un gioco intellettuale che coinvolge il lettore o lo spettatore: la ricerca degli indizi attraverso i quali giungere alla soluzione del caso. Ciò tende a ridurre la distanza tra l’autore e il pubblico e consente spesso di indovinare l’epilogo. E anche questa è una soddisfazione.

Per i più esigenti e quando chi scrive è di un certo livello, i polizieschi costituiscono anche una palestra di indagine sull’animo umano quanto mai impervia e interessante. Molti meccanismi consueti delle nostre passioni muovono i delitti: l’invidia, la gelosia, un grave dolore non accettato, il desiderio di vendicare un torto subito o supposto, il bisogno di punire un’offesa, di impadronirsi di ciò che si ritiene proprio e di cui si è privi.

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