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SCENARIO/ 2. Borghesi: Del Noce e quel richiamo al "senso religioso" che la DC non raccolse

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Augusto Del Noce al Meeting di Rimini del 1989  Augusto Del Noce al Meeting di Rimini del 1989

Del Noce conveniva con questa prospettiva, ma la sua valutazione del processo in atto, in ciò pienamente d’accordo con il teorico della sinistra cattolica Franco Rodano, era profondamente negativa. La “società opulenta” toglieva la rivoluzione solo estendendo al massimo l’alienazione, riducendo l’uomo a consumatore e privandolo di ogni spinta ideale. Nella duplice elisione del comunismo e del cattolicesimo la società opulenta dava luogo a un nuovo potere, economico-mediatico, che univa ricerca illimitata del benessere, censura della dimensione religiosa, relativizzazione di ogni valore.

 

Del Noce si incontrava qui con Pier Paolo Pasolini nel delineare il volto di un nuovo avversario rispetto al quale la Dc “americanizzata”, abituata a vedere nel comunismo l’unico nemico, si mostrava incapace di risposta.

 

Stretta tra l’avversario comunista e quello di una nuova destra, per la quale il movimento continuo era il metodo per conservare il potere, la riflessione delnociana patisce, tra la fine degli anni ‘60 e gli inizi degli anni ‘70, una solitudine profonda. La Dc non comprendeva che il suo senso ideale, fuori da ogni clericalismo, poteva risiedere solo nella tutela del “senso religioso” presente. Il mondo cattolico, da parte sua, cercava disperatamente le fonti del suo impegno ideale nel marxismo.

 

Sarà l’incontro con il Movimento Popolare e con l’esperienza di Comunione e Liberazione, a metà degli anni ‘70 , a dargli nuovamente speranza. Dopo la fine del “dossettismo”, Cl rappresentava la seconda posizione “ideale” del cattolicesimo italiano del dopoguerra. Era l’interlocutore, composto in gran parte da giovani, che necessitava il magistero di Del Noce.

 

Da questo incontro sorgeranno gli articoli su “Il Sabato” e su “30 giorni”, la lotta per il rinnovamento della Dc, la critica al “piano Scalfari” e alla doppia laicizzazione della Dc e del PCI, il rapporto con il socialismo di Craxi. Un’ultima stagione di impegno e di lotte appassionate che avevano restituito al grande pensatore - sono parole sue - una “seconda giovinezza”.



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