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ARCHEOLOGIA BIBLICA/ Lo studioso Anati identifica il monte Sinai descritto nell’Esodo

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L’archeologo Anati ha quindi identificato lo Har Karkom con il monte Sinai. Un’ipotesi all’inizio aspramente osteggiata dal mondo accademico, oggi accolta da buona parte degli archeologi e dei biblisti come molto probabile. Una scoperta che, se confermata definitivamente, rivoluzionerà gran parte delle conoscenze ereditate dalla tradizione. Avvenire intervista l’archeologo biblico: «Dopo 30 anni di spedizioni abbiamo rilevato 1.300 siti e milioni di reperti che testimoniano culti religiosi e centinaia di accampamenti di uomini che si fermarono ai piedi di quella montagna. Proprio come racconta la Bibbia. Il luogo fu sacro da quando l’homo sapiens ci mise piede (il più antico santuario rinvenuto dagli archeologi risale a 40mila anni fa), ma tra il 4000 e il 2000 a.C., nell’antica età del Bronzo, c’è una vera esplosione di sacralità: in altre parole, quando il popolo di Israele arriva qui e vi adora il Dio della Bibbia».



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