BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

VERSO IL MEETING/ Flannery O’Connor, essere felici grazie ai limiti

Pubblicazione:

FlanneryOConnor_375.jpg

 

Tuttavia, non si rende giustizia alla O’Connor definendola una scrittrice religiosa, perché il tessuto dei suoi racconti è intriso di religione non per fare proselitismo, piuttosto per una visione delle cose che è tutt’uno con quella della Chiesa, e che cerca di evidenziare che la natura e la vita umana sono buone perché sono il riflesso di un’altra realtà, invisibile, in cui Dio è entrato morendo per essa. O’Connor non cerca di convincere il lettore su Dio, ma cerca di rendere “massima giustizia all’universo visibile” (le parole sono di Joseph Conrad) e lascia che i fatti che accadono nella realtà parlino da soli, perché è in questi fatti che Lui parla. Flannery odiava ogni tipo di falsa pietà o sentimentalismo, al punto da affermare che non le piaceva recitare preghiere scritte da santi, perché non necessariamente riflettevano i suoi sentimenti, mentre Dio li conosceva meglio di quanto esse potessero esprimere.

 

Non era interessata ad essere una scrittrice cattolica ma a essere una scrittrice, una scrittrice che era cattolica, nel senso che ciò che riceveva dalla Chiesa valorizzava la sua libertà e la sua capacità di guardare, né aveva paura di affermare ciò di fronte al mondo letterario e artistico del dopoguerra, che insisteva invece sulla morte di Dio e sul trionfo estetico della mancanza di ogni significato. Come Santa Teresa di Lisieux, la santa patrona delle missioni, Flannery O’Connor ha fatto questo dal suo piccolo studio in una piccola comunità della Georgia, dove si trovava a causa delle limitazioni che le derivavano dalla sua battaglia contro il lupus, la malattia autoimmune di cui era morto anche suo padre. Aveva capito che per essere felice doveva seguire il sentiero tracciato da Dio per la sua vita e che questo comprendeva anche i limiti della sua malattia e del suo talento, e che entrambi l’avevano portata faccia a faccia con il Destino buono che la chiamava e che lei voleva ascoltare.

 

Clicca >> qui sotto per continuare l’articolo

  



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
18/08/2010 - SONO INCURIOSITO (Stefano Conti)

Grazie per avermi provocato a conoscere Flannery O'Connor, e ancor di più per aver provocato il mio cuore.