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IDEE/ Buttiglione: Augusto Del Noce? Se siamo cattolici e moderni lo dobbiamo anche a lui

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Quanto sono rilevanti le categorie interpretative sviluppate da Del Noce per intendere il nostro tempo?

L’analisi transpolitica di Del Noce si ferma al secolo XX. Con la caduta del muro di Berlino la sua interpretazione della storia contemporanea riceve una straordinaria conferma ma, al tempo stesso, sembra che scompaia il mondo che di quella analisi era oggetto, e sembra dunque che la interpretazione transpolitica delnociana (se non addirittura la sua intera filosofia) debba essere archiviata. Per Del Noce la filosofia è un cammino verso la verità eterna che parte però sempre da un ben identificato luogo nella storia. Per questo la filosofia è, pur se in un senso diverso da quello pensato da Hegel, “il proprio tempo espresso in pensiero”. In questo senso, certamente, Del Noce è legato al novecento, che è il secolo suo, e la nostra generazione deve affrontare la fatica di pensare il proprio tempo.

In questo senso sembra che il destino del pensiero di Del Noce sia l’inattualità. È stato inattuale per la più gran parte del tempo della sua vita, quando sosteneva una lettura della storia alternativa a quella dominante. È diventato attuale per un breve periodo (1978-1989) quando il comunismo non è stato inglobato in una sintesi superiore con la democrazia occidentale o con il cattolicesimo, come sosteneva l’azionismo ovvero il dossettismo, ma si è dissolto di fronte ad una resistenza ideale (Giussani, Wojtyla). È tornato inattuale subito dopo, perché scompare il mondo a cui esso era legato.

 

Proviamo però a cambiare un poco il modo in cui la domanda è stata formulata. Proviamo a chiedere: il pensiero di Del Noce può essere continuato nel tempo presente? La risposta è certamente positiva. Forse è l’unico pensiero del novecento che può essere continuato nel tempo presente. La fase attuale della cultura occidentale è caratterizzata dall’emergere del nichilismo. Se guardiamo a questo fenomeno a partire dall’interpretazione delnociana della modernità, ci rendiamo conto che esso è necessario a partire dalla dissoluzione del marxismo. Il pensiero moderno, infatti, si costituisce contro il libertinismo e come tentativo del suo superamento. L’immanentismo (di cui il marxismo costituisce il punto di arrivo) sostiene infatti che il Dio trascendente del cristianesimo non esiste ma il suo posto è preso da quel dio immanente che è la storia.

 

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COMMENTI
20/08/2010 - Una conseguenza politica. (Giuseppe Crippa)

A motivo della mia incultura filosofica (e non solo) ho fatto molta fatica a leggere questo articolo, ma credo ne sia valsa la pena, non foss’altro perché il richiamo al fatto che il pensiero contemporaneo non sia soltanto nichilismo e relativismo etico, ma anche, con altre culture, anche “cristianesimo nella modernità” (e come potrebbe non essere per chi crede nelle parole “Sarò con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”!) mi conferma nella convinzione che uno schema bipolare è troppo semplicistico e del tutto inadeguato a gestire qualunque tipo di convivenza.