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MEETING/ Il metropolita Filaret: in Cristo non c'è divisione

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Il metropolita Filaret abbraccia Peter Erdo sul palco del Meeting (Foto di Michele Carloni)  Il metropolita Filaret abbraccia Peter Erdo sul palco del Meeting (Foto di Michele Carloni)

Eminenza Reverendissima, signor cardinale Peter Erdö, stimati partecipanti e organizzatori di questo forum cristiano europeo, carissimi fratelli e sorelle,

 

Quest’anno il Signore ci ha riuniti qui insieme a Rimini, affinché il nostro sguardo interiore possa scrutare nel profondo dei nostri cuori. Non nei cuori di quanti sono vissuti prima di noi, o di coloro che si trovano accanto a noi… No, la sacra verità l’uomo è in grado di trovarla solo nel proprio cuore.

 

Questa verità schiude a ciascuno il mistero futuro: che cosa avverrà del mondo, dell’Europa, della mia patria e, infine, di me in prima persona? E in questo caso non si tratta semplicemente di forme che possono assumere le sventure o, al contrario, la prosperità. Nella profondità del cuore tutti gli interrogativi sono portati fino all’estremo, e il futuro viene determinato in forma categorica: si tratta della salvezza o della rovina, della morte.

 

Coscienza come seme della salvezza

Secondo la parola del Signore nostro Gesù Cristo, proprio dal cuore attraverso la bocca esce tutto ciò che contamina l’uomo: pensieri malvagi, menzogne e parole cattive (cfr. Mt 15,18-19). Ma nel contempo il cuore dell’uomo è anche l’organo della sua comunione con il Creatore nel linguaggio della coscienza.

 

Lo stesso «alito vitale», che Dio «soffia»nella persona umana rendendola un’«anima vivente» (Gen 2,7), è la coscienza, la nostra conoscenza ontologica della legge divina della vita. Non è la «legge morale interiore» che colmava di sacro tremore l’anima di Emmanuel Kant. La coscienza è qualcosa di molto più profondo, una caratteristica della natura umana che non è suscettibile di indagine.

 

Una persona che tenda alla luce può esserne maturata e accresciuta fino alle vette della santità, mentre un’altra persona, che si lasci andare sotto il peso di vizi e passioni, può soffocare la propria coscienza e disinteressarsi di ogni legge morale. Ma la coscienza è immortale, come l’anima: in un battibaleno può accendersi nel cuore del peccatore più indurito, e condurlo in un istante a un tale vertice di pentimento, che magari un giusto raggiunge a fatica nel corso di tutta la vita…

 

Il cuore come campo di battaglia

Sulla metafisica del cuore umano sono stati scritti volumi e volumi di opere teologiche e filosofiche; nei libri della Bibbia è Dio stesso a parlare dei suoi misteri, e l’uomo vi medita. E anche noi ci siamo riuniti qui, ora, per riflettere sul contenuto dei nostri cuori.

 

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