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MEETING/ Il metropolita Filaret: in Cristo non c'è divisione

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Il metropolita Filaret abbraccia Peter Erdo sul palco del Meeting (Foto di Michele Carloni)  Il metropolita Filaret abbraccia Peter Erdo sul palco del Meeting (Foto di Michele Carloni)

In questo momento non mi propongo lo scopo di fare un’apologia del digiuno e della preghiera, tanto più che per la Chiesa ortodossa russa è una questione fuor di dubbio. Ora mi sembra importante concentrare l’attenzione sulle parole-chiave di questa storia: «Ogni cosa è possibile per chi crede», e: «Credo, Signore! Vieni in aiuto alla mia incredulità».

 

Questo appello di Dio all’uomo e questa risposta dell’uomo a Dio rappresentano il modello universale di rapporto con Dio. Tenendo conto di tutto quello che abbiamo detto ora, possiamo vedere in questo modello la possibilità di superare, con l’aiuto di Dio, il dubbio, questo eterno compagno di una fede ardente e di una coscienza acuta.

 

L’uomo civile di oggi è un essere molto ingenuo. La sua infantile sicurezza di sé nella perfezione del sapere acquisito, la sua credulità adolescenziale nei confronti degli stereotipi di massa di pensiero e di comportamento sarebbero innocui se di essi non si avvalesse lo spirito impuro, se non li incoraggiasse nel desiderio di far perire l’uomo.

 

E il problema non è neppure se l’uomo civile si renda conto di tutto ciò: verrà il momento in cui capirà tutto e subito. Per noi, cristiani d’Europa, è importante che almeno qualcuno di noi sia in grado di implorare Dio per la guarigione di questo fanciullo malato.

 

È importante che noi abbiamo forze e coraggio a sufficienza per credere e domandare al Signore! Domandare che aiuti la nostra incredulità nella possibilità che il bene ha di trionfare anche nel peccatore più incallito, che aiuti il nostro dubbio nella giustizia del destino che Dio ci ha preparato, aiuti la nostra coscienza che cova sotto le braci a divampare con ardore e a sciogliere la nostra tiepidezza, timidezza e ambiguità.

 

E infine, a domandare che il Signore aiuti la nostra fede nel fatto che tutto è possibile per chi crede! Che non a parole, ma nei fatti noi sappiamo confermare l’asserzione di Dante Alighieri, secondo cui i lineamenti del volto umano sono comunque in grado di sintetizzarsi nelle lettere di due parole: Homo Dei - Uomo di Dio.

 

E allora saremo in grado con cognizione di spiegare al mondo che torna alla ragione, il significato delle parole rivolte a Dio da sant’Agostino: «Ci hai fatti per Te, e il nostro cuore è inquieto finché non trova riposo in Te».

 

Per questo, consentitemi alla fine di augurare a tutti noi e a ciascuno di noi, che nelle nostre parole, opere e pensieri quotidiani prevalga sempre ciò, di cui parla il santo apostolo Pietro, e cioè «quello che è intimo e nascosto nel cuore, la purezza incorruttibile di uno spirito dolce e pacifico, che agli occhi di Dio è di gran valore» (1 Pt 3,4). Amen



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