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MEETING/ Hadjadj: Ecco perché il nostro "terribile" desiderio di felicità non è vano

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Sapete, se io ho incontrato la gente di Cl è stato perché quelle persone hanno trovato delle affinità tra il mio modo di porre le questioni e quello di don Giussani. Io non lo conoscevo per nulla soltanto due anni fa. Poi mi hanno chiesto di fare una presentazione a Parigi del libro Si può vivere così? (era l’aprile 2009). In quel momento ho potuto sperimentare quell’affinità di pensiero. Quello fu un vero incontro, per l’appunto. Mi colpì la semplicità, la forza, la tangibilità concreta delle sue parole. Così, la lettura di L’io rinasce in un incontro è stata la continuazione della stessa onda. Ogni volta che leggo don Giussani non è che trovi delle nuove idee, perché abbiamo lo stesso radicamento in san Tommaso e la poesia e soprattutto (io questo lo devo al teatro) un senso analogo del dramma. No, quello che io trovo, cosa che è molto meglio, è la novità delle idee che io possiedo già, una sorta di energia, di slancio missionario, di spinta nel comunicarle e nel viverle nella «drammaticità e la letizia…». Quanto al titolo del libro, ha la sua evidenza. Un’evidenza che si immerge nelle profondità di Dio. Cosa sappiamo noi di quelle profondità? Dio è Trinità. Egli è unico in tre Persone. Il padre genera il Figlio nella comunione con lo Spirito. Così che Dio stesso è eternamente nascita e incontro. Una nascita ed un incontro infinito….

 

(Federico Ferraù. Traduzione a cura di Ugo Moschella)

  



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