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MERCATO/ Tre mosse per rendere l'economia più "umana"

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Possiamo e dobbiamo invece cominciare precisamente dove siamo, qui e ora, e dall’interno della nostra realtà concreta. Tutti noi siamo in diversi modi “aventi”, produttori e consumatori. Ciò che dobbiamo fare prima di tutto è prestare maggiore e più paziente attenzione a Dio, alla famiglia, alla nostra comunità civile locale, alle cose della natura. Tutti questi rapporti raggiungono il cuore del nostro essere creature. Soltanto questa attenzione orienta il nostro amor proprio verso l’amore altro-centrico, in modo che sia noi stessi in quanto soggetti sia gli oggetti dell’attività economica siamo faccende di gratitudine e di dono, in un modo che afferma mentre trasforma il significato dell’interesse proprio, del profitto e della ricchezza.

 

I limiti del foro presente precludono lo sviluppo dettagliato di ciò che questo significa. Ciò che è cruciale è recuperare l’abitudine della coscienza paziente e la libertà nostra in quanto creature, come provenienti da e per Dio e gli altri. Due esempi ci aiuteranno a capire ciò che questo implica. Innanzitutto possiamo recuperare un senso della nostra realtà di figli: di Dio, dei nostri genitori, e delle generazioni di genitori prima di loro, dell’intero mondo creato che ci precede e che rimane la condizione anteriore del nostro essere. Essere un figlio è essere da altri per altri. Insegniamo ai nostri bambini a dire “per favore” e “grazie”. Ma, correttamente intesa, questa non è semplicemente una questione di buona educazione, ma è insegnare loro la verità del loro essere, che sta nella realtà del bambino come un dono che provoca gratitudine.

 

Recuperare questa fanciullezza è il primo passo verso il riconoscere che i rapporti che ci danno il nostro senso più profondo non sono quelli regolati da contratti, ma sono quelli che ci sono dati nella costituzione del nostro essere. In secondo luogo, possiamo provare a vivere la libertà nel senso più vero come ordinata nella sua profondità al dire “per sempre”, alla vocazione. L’atto di creazione di Dio porta in sé la struttura di un patto. Egli promette la fedeltà al creato e invita le sue creature a ricambiare questa fedeltà. Ciò implica dire “per sempre”, che normalmente prende la forma di un voto, o nella verginità consacrata o nel matrimonio.

 

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