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MERCATO/ Tre mosse per rendere l'economia più "umana"

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Dire “per sempre” permette l’ingresso dell’interezza del nostro essere in ognuna delle nostre azioni e produzioni. Ovvero di nuovo il paziente attingere l’eternità in ogni momento e in ogni luogo della nostra esistenza, dando ad ogni momento e luogo una profondità e pienezza di significato letteralmente infinite. Qui, mi sembra, tocchiamo il fondamento della verità ineliminabile di ciò che si chiama “distributismo”, e cioè che dobbiamo imparare ad inabitare il tempo e a stare in un luogo, inabitando le comunità organiche in cui siamo nati: la comunità con Dio attraverso questa famiglia particolare e le generazioni di famiglie, in un tempo, luogo e ambiente naturale particolare.

 

Questa comunità raggiunge in e attraverso questa particolarità di famiglia, tempo, luogo e ambiente, l’interezza del mondo creaturale di tutti i tempi, di tutti i luoghi. Inabitando la comunità in questo luogo realizziamo il senso in cui la “proprietà” alla sua radice è simultaneamente una faccenda di coltivazione, cultura e culto (Joseph Pieper), in cui un’economia autentica è questione di capitalizzare solo in quanto si tratta più fondamentalmente di promuovere la sufficienza e la completezza genuinamente umane. La realizzazione di una visione alternativa della vita economica, implicata dalla mia critica, non richiede che ci spostiamo dalla città o dalle professioni urbane a, per esempio, l’agricoltura (anche se la sopravvivenza delle fattorie locali, appartenenti a delle famiglie, è una questione urgente per la salute della civiltà).

 

Il punto, invece, è che ognuno di noi è già coinvolto in una attività economica, in qualche modo: nelle professioni, come casalinghe, come operai o uomini d’affari. Ognuno di noi in diversi modi, come proprietari, produttori, compratori e consumatori di cose. Tutti possiamo cominciare a vivere più profondamente la nostra realtà, in quanto da e per Dio e gli altri, meditando come dall’interno della nostra attività economica in tutti questi modi concreti possiamo approfondire la libertà come ordinata intrinsecamente al dire “per sempre”, in un modo che attinge l’eternità in ogni momento e luogo della vita e dà forma grata e generosa ad ognuna delle nostre attività. Soltanto in questo modo, che è solo apparentemente “piccolo”, possiamo veramente trasformare la libertà economica, il possedere proprietà privata, il guadagnare profitto e il realizzare ricchezza come concepiti e praticati nella dominante economia di mercato.

 

(5 - fine)



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