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NEWMAN/ 3. Quella voce interiore che ha illuminato Sophie Scholl e Joseph Ratzinger

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1936. Germania. Al pensatore cattolico Theodor Haecker il regime nazista impone l'obbligo di non scrivere più. Aveva definito “bestia” il Fuehrer. Gli viene concesso solo di tradurre. E lui si butta su un autore che già aveva scoperto negli anni ’20, che aveva apprezzato per la sua vivezza e profondità e che lo aveva condotto, lui luterano appassionato di Kierkegaard, alla fede cattolica. Haecker era un convertito. Dopo l’intervento censorio del Terzo Reich Haecker si dedica perciò - oltre che a tenere, in segreto, un diario personale di quegli anni bui - a tradurre in lingua tedesca quel suo autore prediletto.

 

1942. Seconda Guerra Mondiale. Un tenentino tedesco della Wehrmacht viene spedito sul fronte russo a Mariopol (città di Maria), la sua fidanzata gli invia un libro, lui, dopo averlo letto, la ringrazia per quelle “gocce di vino prezioso” e scrive “Che inganno prendere la natura a nostro modello per le nostre azioni e descrivere come ‘grande’ la sua crudeltà… Ma noi sappiamo da chi siamo stati creati e che siamo in un rapporto di obbligo morale con il nostro Creatore. La coscienza ci dà la capacità di distinguere tra bene e male”. Questo soldato di Hitler lascia con l’ultimo volo disponibile Stalingrado, sopravvive alla disfatta nazista in terra russa. Al ritorno in Germania scopre che la fidanzata è appena morta.

Lui si chiama Fritz Hartnagel, la sua fidanzata Sophie Scholl, l’autore del testo letto in trincea è John Henry Newman, la traduzione tedesca è di Theodor Haecker.

 

La sua amata Sophie era stata giustiziata dalle autorità naziste in quanto membro attivo del circolo di giovani antinazisti della “Rosa Bianca”. Theodor Haecker, molto più anziano, era stato loro mentore e, nei loro incontri periodici, aveva fatto conoscere a quei ragazzi il pensiero e la figura di Newman, perché riteneva la sua idea di coscienza come “voce di Dio” un efficace scudo protettivo contro le dottrine idolatriche ed atee del regime. Newman antidoto a Nietzsche. Così il giovane Fritz, in trincea, aveva trovato conforto spirituale nei Sermoni del giovane Newman.

 

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COMMENTI
19/09/2010 - Grazie. (Giuseppe Crippa)

Gentilissimo dott. Ricci, La ringrazio di cuore per avermi fatto conoscere il prezioso influsso del beato Henry Newman su Theodor Haecker, che non conoscevo, e su Sophie Scholl, che ho conosciuto ed ammirato anche grazie al film che ne racconta la storia. E’ anche molto bello constatare quanto la comune sensibilità cristiana abbia potuto unire persone di nazionalità diversa in un momento che drammaticamente vedeva i rispettivi Stati su posizioni opposte. Mi auguro di avere presto l’opportunità di rileggerla in questo sito.