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NEWMAN/ 4. La fede e quella somma di indizi più ragionevoli anche della scienza

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A partire dal 1839, Newman diventa uno dei fondatori del cosiddetto movimento trattariano, che consisteva in un gruppo di ricercatori che studiavano e pubblicavano scritti in merito alla tradizione cristiana così da riscoprire e rifondare l’esperienza anglicana, secondo loro messa in pericolo da una pericolosa deriva liberale e scetticheggiante.

 

Questo gruppo di persone, diventato famoso con il nome di Movimento di Oxford, portò un’ondata di aria fresca nella chiesa inglese, rivista come un via media tra le derive delle letture protestanti, troppo lontane dalla tradizione della Chiesa antica e deboli nella loro proposta di vita cristiana, e le spigolosità della Chiesa Cattolica, ritenuta dai trattariani un’istituzione ultimamente diabolica volta alla perversione dell’evento cristiano. Ma già dopo due anni, nel 1841, Newman e i suoi dovettero sospendere le pubblicazioni dei loro Tracts, poiché accusati dalla gerarchia anglicana di essere eccessivamente ambigui nelle loro ricostruzioni dottrinali, ritenute troppo vicine al credo cattolico.

 

Lo stesso Newman ha ormai da qualche tempo dubbi sulla posizione anglicana, poiché quanto più studia la patristica, tanto più capisce la legittimità delle pretese cattoliche in tema di dogmi e disciplina ecclesiastica. Si ritira quindi nell’eremo di Littlemore, nei pressi di Oxford, lasciando anche i suoi incarichi universitari per decidere quale via seguire nella sua vita ed approfondire i suoi studi. Vi rimase fino all’8 ottobre del 1845, quando, dopo lunghi e tormentati ripensamenti, chiede di essere ammesso alla comunione cattolica.

 


La sua vita da cattolico fu altrettanto intensa, e costellata da successi e anche da fallimenti, ma fu soprattutto una vita di pace, come lui stesso scrive: «Dal momento in cui divenni cattolico, naturalmente non ho più da narrare una storia delle mie opinioni religiose. Con questo non intendo dire che la mia mente sia stata in ozio o che io abbia smesso di meditare su argomenti teologici; ma non ho più avuto variazioni da registrare; più nessun'ansia di cuore. Ho goduto una perfetta pace e tranquillità; non mi è più venuto un sol dubbio».


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COMMENTI
20/09/2010 - L'America esiste anche se non l'ho mai vista (PAOLA CORRADI)

E' questo un esempio della ragionevolezza della fede, che parte dallo stesso assunto che l'America esiste perchè sono in tanti a testimoniarlo anche se direttamente io non posso vericarne l'esistenza perchè non l'ho mai vista. Questo è come dire che siccome sono tanti i Santi che ci testimoniano i miracoli che hanno potuto fare per mezzo della loro Fede, allora è ragionevole credere che siano veramente accaduti. E quindi che la Fede è un fatto ragionevole.