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STORIA/ Solidarnosc, una "risposta" di Dio ad Auschwitz?

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“Dove eri Dio in quei giorni?”: questa domanda “opprimente per un cristiano”, come disse ad Auschwitz papa Ratzinger, ce la siamo portata dentro seguendo un giovane polacco che d’estate accompagna i turisti in visita utilizzando parte delle sue ferie. Guardando le foto della deportazione, le case di detenzione, le grandi teche con l’ammasso dei capelli tagliati per farne tessuti, gli ammassi di scarpe di uomini, donne e bambini, di pettini e occhiali, di valigie coi nomi e cognomi degli ebrei e di tutti gli altri “rappresentanti” dell’Europa schiacciata dal nazismo. Passando poi davanti al muro delle esecuzioni, nel blocco dove fu scoperto il gas assassino “ciclon B”, visitando le camere a gas, i forni crematori, il blocco delle sperimentazioni mediche e, a Birkenau, le terribili casermette delle donne, quelle malate e in fin di vita, ammassate nei loro letti-loculi. E poi le latrine, i lavabi… e altre camere a gas e altri forni crematori…

   

“Dove eri Dio in quei giorni?”. Ho pensato: “Io chiedo aiuto ogni giorno a Dio. Mi sembra che abbia sempre risposto al mio grido”. E al loro grido? Quanto avranno pregato, ebrei, cristiani, ma anche atei e agnostici, di essere salvati? Quante volte sacerdoti coraggiosi avranno consacrato una briciola di pane per portare Cristo dentro quella tragedia? Allo sgomento di queste domande, di fronte al mistero insondabile di ciò che è successo (e di ciò che, tanto desiderato con preghiere e lacrime, con tormenti e morte, non è accaduto) sono arrivato alla conclusione che sicuramente Dio ha parlato al cuore di quegli uomini mentre andavano alla morte. Se Dio ha apparentemente taciuto esternamente, nella drammatica scelta - che fatica per Dio, Lui che è misericordia, è tenerezza, è amore verso l’uomo! - di lasciare agli uomini malvagi e alla loro libertà il corso dei giorni, non può aver taciuto nel cuore delle vittime.

 

Così è possibile dire che questi santi, tutti, non solo padre Kolbe o Edith Stein, di fronte ai quali occorre inchinarsi profondamente, sono stati il terreno fertile su cui altri uomini - inginocchiandosi per confessarsi, facendo la fila per la comunione, appendendo ai cancelli delle fabbriche l’immagine della Madonna Nera e lottando per i 21 punti della loro piattaforma sindacale - hanno cominciato, loro malgrado, a trasformare tutta l’Europa. Non solo grazie alla loro sete di libertà - quanti rivolgimenti fino a quel momento erano finiti nel nulla! - ma per l’evidente forza di Dio autoCrocifisso. Non a caso alla domanda “Dio dove eri?”, lo stesso Papa ha risposto rivolgendo il suo pensiero alle suore carmelitane del convento vicino ad Auschwitz: “Ricordano a noi la fede dei cristiani, che afferma che Dio stesso è sceso nell’inferno della sofferenza e soffre insieme con noi”.

 

 

 



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